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Esplosione nella metro a San Pietroburgo. “E' terrorismo”

Un’esplosione ha sventrato un vagone della metro di San Pietroburgo in movimento tra le stazioni dell’Istituto di Tecnologia e quella di Sennaia. Secondo il ministro della Salute citato dal Telegraph, sono almeno 10 le vittime, di cui sette morti sul posto, uno in ambulanza e due in ospedale. Quanto al numero di feriti, sono almeno 39.

Disinnescato un ordigno rinvenuto in un’altra stazione

Un secondo ordigno, inesploso, è stato scoperto e disinnescato nei pressi della stazione di Ploshchad Vosstania, mentre la seconda esplosione, precedentemente annunciata, è stata smentita da fonti dei soccorritori che sono sul posto in forze. 

Procura, è terrorismo. E in rete circola la foto del presunto attentatore

Alcuni media russi riportano un’immagine del presunto attentatore che avrebbe lasciato la bomba nascosta dentro una valigetta sul vagone della metro. La foto proviene dalle telecamere a circuito chiuso della metropolitana. L’uomo è entrato nella stazione di Sennaia venti minuti prima dell’esplosione.

#ЭКСКЛЮЗИВ
Публикуем фото предполагаемого террориста, устроившего #взрыв в #метро Петербурга: https://t.co/6IYGIorlFV pic.twitter.com/6Po3RCy46f

— РЕН ТВ | Новости (@rentvchannel) 3 aprile 2017

Come ha sostenuto il rappresentante della procura generale, Aleksandr Kurennoi, in un’intervista al canale Russia-24, si è trattato di un attentato terroristico.

Il presidente Vladimir Putin era in città

Il presidente russo, Vladimir Putin, era a San Pietroburgo in quel momento per incontrare l’omologo bielorusso, Alexander Lukashenko. Come ha sottolineato il suo portavoce, Dmitri Peskov, il leader del Cremlino è ormai fuori città.

Putin ha annunciato di “aver parlato con il capo dei servizi speciali, stanno lavorando per accertare le cause”, esprimendo “dolore e vicinanza ai familiari delle vittime”. Nessuna causa è stata esclusa, compreso il terrorismo.

Stazioni metro chiuse

Dopo l’iniziale chiusura di sette stazioni – Park Pobedy, Elektrosila, Moskovskiye Vorota, Frunzenskaya, Tekhnologichesky Institut, Sennaya Ploshchad e Gostiny Dvor – la misura è stata estesa a tutte le fermate. L’ordigno rudimentale aveva una potenza di 200 grammi di tritolo e conteneva frammenti di proiettili per renderlo ancora più letale.

Nei video apparsi sulla stampa e sui social media, si veda la piattaforma d’arrivo invasa dal fumo, almeno una carrozza sventrata con la porta divelta e feriti ricoperti di sangue a terra. 

Il cordoglio internazionale

Tra i primi a esprimere cordoglio per l’esplosione il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, che si è detto “orripilato”, e il segretario generale della Nato, Jen Stoltenberg, “profondamente vicino alle persone colpite, ai loro cari e al popolo russo”.

Horrified by news of explosion in St Petersburg. My sympathies are with the victims and their families.

— Boris Johnson (@BorisJohnson) 3 aprile 2017

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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