TwitterFacebookGoogle+

Estrarre a sorte i senatori come vorrebbe Grillo in realtà è un'idea del 508 a.C. 

L’idea di estrarre a sorte i senatori lanciata provocatoriamente dal garante M5s, Beppe Grillo, ha un precedente nell’Atene del I secolo avanti Cristo, considerata la madre di tutte le democrazie (anche se questa parola aveva allora un senso non solo letterale, ma soprattutto politico, assai diverso da come la intendiamo noi oggi). Il sorteggio fu adottato nel 508 a.C. da Clistene come sistema di selezione dei 500 componenti della Boulè, una sorta di assemblea costituzionale, nel quadro di una vasta riforma dell’ordinamento ateniese. 

L’estrazione a sorte, nelle intenzioni di Clistene, dove assicurare insieme il massimo di imparzialità e di rappresentanza ‘popolare’ delle dieci tribù di Atene, a loro volta suddivise in demi, che formavano la cittadinanza. La Boulè era cosa diversa dall’ecclesia, cioè l’assemblea popolare aperta a tutti i cittadini e alla quale spettava il potere legislativo. La funzione della Boulè era quella di vagliare le proposte di legge da sottoporre all’ecclesia, ma anche di controllare l’opera degli arconti, i magistrati che dirigevano il governo della polis. Peraltro, nel sistema clistenico erano estratti a sorte anche gli arconti. I componenti della Boulè (buleuti) erano organizzati in pritanie di 50 membri, una per ogni tribù, e l’alternanza tra pritanie poco più di ogni mese, ne scandiva il funzionamento. 

È vero che nell’Atene democratica del I secolo si sceglievano a sorte i 500 componenti del consiglio cittadino, la Boulè, ma quel sorteggio ideato da Clistene era un’altra cosa rispetto all’ipotesi si sorteggiare i senatori avanzata da Beppe Grillo. Lo dice il professore Luciano Canfora, filologo e storico tra i massimi conoscitori delle vicende politiche ateniesi. “L’idea l’aveva già aveva avuta Segolene Royale durante la campagna elettorale in cui perse contro Sarkozy”, ricorda Canfora parlando con l’AGI. “Già allora qualcuno mi disse ma non è un’idea greca, ateniese? I politici che dicono queste cose rivelano una certa ignoranza perché – spiega Canfora – dimenticano che ad Atene le cariche importanti, quelle militari e economiche, gli strateghi e gli ellenotami, che fanno la guerra e comandano nell’assemblea popolare, erano elettive non estratte a sorte”.

La Boulè “rappresenta le 10 tribù in cui Clistene divise l’Attica, ed estraevano a sorte in modo da avere 10 per 50 uguale 500. Ma si sceglieva tra liste preordinate, non era un sorteggio allo stato purissimo, e peraltro per la nomina di un consesso di breve durata, meno di un anno”. “La povera Segolene Royal – conclude Canfora – era disperata perché vedeva che vento spirava dall’altra parte, ma Grillo dovrebbe tacere quando si avventura in terreni che non conosce. Già ci ha fatto parecchi guasti con la sua grossolana irruzione nella politica italiana”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.