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Eterologa. Il governatore della Toscana contro Lorenzin: “Non può fermarci”

Eterologa. Il governatore della Toscana contro Lorenzin: “Non può fermarci”Enrico Rossi, governatore della Toscana, sfida il governo sull’eterologa: “noi andremo avanti” e si dice pronto ad accogliere anche i pazienti di altre regioni.

-Redazione- È scontro fra la Regione Toscana e il ministero della Salute, in merito alla decisione sulla fecondazione eterologa.

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, intervistato da La Repubblica e da Il Corriere della Sera ha spiegato che non farà nessuna marcia indietro sulla delibera che ha recepito, prima di tutte le Regioni, la sentenza della Consulta sulle legge 40 e che prevede che le coppie possano avvalersi della fecondazione eterologa con il contributo pubblico, pagando solo un ticket di 500 euro.

Dice il governatore: “Il ministro Lorenzin non può dire ‘fermatevi’. La Corte Costituzionale ha stabilito che è vietato vietarla. Rossi rivendica il diritto delle Regioni a prendere decisioni anche su questioni nazionali in sanità.

E  se nei centri arrivassero i carabinieri del Nas, come ipotizzato dal ministro Lorenzin? Rossi non fa una piega. E risponde: “Li saluteremo spiegando cosa abbiamo fatto, seguendo una linea che tra l’altro fino a pochi giorni fa, fino allo stop decreto, era anche quella del Governo”.
“Se la nostra delibera sarà impugnata, ci difenderemo. Se non sarà appellata andremo avanti perché, va precisato, stiamo parlando di terapie per una patologia sociale in forte espansione, ossia l’ infertilità. Si stima che in Italia siano 9 mila le coppie infertili che vorrebbero un figlio dall’eterologa e 4 mila di queste vanno all’estero, pagando molti soldi. Ci sono speculazioni che precludono l’accesso alla povera gente”.

“Io non so se la Toscana diventerà come la Spagna – dice il governatore – accogliendo cittadini anche di altre Regioni, comunque saremo pronti ad accogliere tutti. E nella prossima seduta della conferenza dei presidenti delle Regioni dirò ai miei colleghi governatori di seguire, anche loro, i principi affermati dalla Corte Costituzionale”.
 
-11 agosto 2014-

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