TwitterFacebookGoogle+

Eterologa, non serviva una legge. E’ una nostra vittoria

Eterologa, non serviva una legge. E' una nostra vittoriacronache del Garantista

10 Ago 2014

Gilberto Corbellini e Filomena Gallo

In Italia la fecondazione eterologa è legale. A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, dal giugno scorso si può applicare la fecondazione assistita con donazione di gameti. Il Manifesto dei Giuristi, firmato da 600 esponenti del diritto e della politica, tra i quali Stefano Rodotà, Andrea Pugiotto, Carlo Casonato, Amedeo Santosuosso e Emma Bonino, ha sottolineato la portata storica della decisone attraverso cui l’Alta Corte ha cancellato il divieto della fecondazione eterologa, spiegando che non c’è vuoto normativo.

Cioè che non serve una nuova legge per accedere alla prestazione sanitaria che era vietata dalla legge 40 del 2004.

Centinaia di coppie attendono che tutti i centri rispondano alle loro richieste, sia quelli pubblici sia quelli privati, perché questo è già possibile. Il ministro della Salute continua, invece, a ribadire la necessità di una legge per evitare la deregulation. Cioè quello che con intento terroristico è chiamato “Far West della provetta”, che sarebbe auspicato da chi come noi, insieme con giuristi e società scientifiche, chiede solo il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale. Quella sentenza non ha creato alcun vuoto normativo, avendo stabilito che si può subito partire con l’applicazione della tecnica, in quanto è stato cancellato solo il divieto di fecondazione eterologa, ma non le tutele per i soggetti coinvolti, cioè coppie, nati e donatori anonimi; tutele che rimangono tutte in vigore.

L’anonimato dei donatori è previsto dalla legge 40/04 e dal Dlgs 191/07, le garanzie sanitarie e di tracciabilità dei dati sanitari sono previste dal Dlgs 16/10 e 85/2012, ed esistono norme per l’esportazione e importazione di gameti in sicurezza e garanzia (Dm 10.10.2012). Tutte queste disposizioni prevedono il divieto di commercializzazione e garanzie per nati, coppie e donatori.

Considerando che il consiglio dei Ministri non se la è sentita di seguire la strategia perseguita dal ministro Lorenzin, è arrivato il momento di lavorare, senza indugi, nel rispetto della Corte Costituzionale e della sentenza 162/14. Non siamo interessati a discussioni politiche sul perché il presidente del Consiglio, «non se l’è sentita». Abbiamo vinto: questa è la verità. Nessun Parlamento o Ministro potrà cambiare la sentenza della Corte Costituzionale.

Il ministro Lorenzin potrebbe aggiornare le linee guida, che peraltro devono essere adeguate periodicamente per tener conto degli avanzamenti tecnologici della medicina riproduttiva, e lavorare insieme a esperti e associazioni per una grande campagna di informazione rivolta alle coppie e ai donatori; nonché per trasferire maggiori fondi per la Pma e per le tecniche applicate nell’ambito delle strutture pubbliche.

Basta rinvii ingiustificati. Soprattutto se poi si tratta di strategie che mirano a riportare la discussione indietro di dieci anni, creando cioè artificialmente controversie e psicodrammi privi di senso, attraverso cui si vuole solo continuare a ostacolare nella pratica concreta l’esercizio di un diritto costituzionale conculcato ai cittadini italiani e alle coppie per già troppo tempo. Negli ultimi giorni si sono riascoltate le voci mistificatorie degli stessi talebani che dieci anni fa imposero una legge, la legge 40, che Le Monde definì “burqa”, e che era indegna di un paese civile, democratico e liberale. Invitiamo il ministro Lorenzin a non dare ascolto a quelle cattive sirene e ad agire nel solo rispetto della legge e dei pazienti.

Fonte

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.