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Europa: il lungo addio

Io non so nemmeno dove si trovi il Meclemburgo, ma dopo il voto di oggi in Germania una cosa mi sembra chiara: fra qualche anno l’Europa come la conosciamo oggi non esisterà più.

Il motivo è molto semplice: gli stati europei non sanno come affrontare il problema dell’immigrazione, e quindi gli attuali partiti che governano le varie nazioni sono progressivamente destinati a lasciare il posto alle destre xenofobe. In questo caso, tertium non datur.

Tre anni fa Angela Merkel era l’immagine di un solidissimo capo di stato della più solida nazione europea: oggi sembra un misero fantoccio da tiro al bersaglio del Luna Park, che aspetta soltanto qualcuno con la mira migliore degli altri per essere abbattuto.

La Gran Bretagna ha già deciso di scrollarsi di dosso il problema degli immigrati risolvendolo alla radice: hanno votato per la Brexit, e presto nel Regno Unito entrerà soltanto chi vogliono loro.

In Francia tra un anno ci saranno le elezioni, e anche la saggia Le Pen ha già promesso che, se verrà eletta, promuoverà un referendum per la Frexit. E già che c’è proibirà anche il burqa in tutta la nazione. […]

L’Austria sta per tornare al voto, è ci sono forti probabilità che questa volta vinca la destra xenofoba di Heider, il cui motto è “l’Austria prima di tutto”.

Da noi gli arrivi degli immigrati continuano a susseguirsi a migliaia ogni settimana, con le strutture di accoglienza ormai sature da molto tempo, e l’unica soluzione proposta dal ministro degli interni è che “tutti i comuni italiani si dividano equamente” questa ingombrante presenza. Ma i comuni italiani stanno già al collasso così come sono, e non vogliono saperne di assumersi altri oneri insopportabili.

E proprio ieri il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha detto che “L’Europa è vicino al limite” sulla sua capacità nell’accogliere nuovi flussi di rifugiati.

Il problema, come dicevamo, è che nessuna politica comune sembra intravvedersi all’orizzonte, e di certo non si sente nemmeno la reale spinta a cercarne una, da parte della maggioranza delle nazioni europee.

Questo non potrà che portare alla esasperazione delle situazioni interne a ciascun paese, con conseguente sterzata inevitabile verso una xenofobia sempre più radicale. E da quel giorno in poi, ciascuno stato si sentirà in diritto di farsi prima di tutto gli affari propri, e per tutti varrà solo la legge del “si salvi chi può”.

Altro che Altiero Spinelli.

Massimo Mazzucco

http://www.luogocomune.net/LC/index.php/16-geopolitica/4484-europa-il-lungo-addio

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