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Eutanasia: appello deputati Pd, Parlamento affronti 'fine vita'

(AGI) – Roma, 15 set. – “Siamo convinti che il Parlamento debba occuparsi della questione del fine vita, in modo attento, ascoltando le ragioni di ognuno e raccogliendo le richieste di quanti chiedono di poter decidere, di poter esercitare un proprio diritto fondamentale senza imporre nulla a nessun altro”. Cosi’ la deputata Pd Stella Bianchi, prima firmataria del testo, annuncia l’appello sottoscritto anche dai colleghi dem Roberto Giachetti, Giuditta Pini, Ileana Piazzoni, Roberto Rampi, Simona Malpezzi, Gea Schiro’, Daniela Gasparini, Matteo Mauri, Irene Tinagli, Ivan Scalfarotto, Silvia Fregolent, Fabrizia Giuliani, Gennaro Migliore, Davide Baruffi, Valentina Paris, Ilaria Borletti Buitoni, Alessia Morani, Giovanna Martelli, Anna Maria Carloni, Emanuele Lodolini, Irene Manzi, Miriam Cominelli, Camilla Sgambato, Sofia Amoddio, Anna Giacobbe, Delia Murer, Luisa Gnecchi, Alessandro Zan, Dario Ginefra, Fabio Lavagno, Lorenza Bonaccorsi, Ileana Argentin, Susanna Cenni, Michele Mognato, Paolo Beni. “Gli straordinari progressi della medicina – prosegue l’appello – ci danno una responsabilita’ in piu’ legata alla possibilita’ di prolungare il mantenimento di funzioni vitali alle quali pero’ per molti non corrisponde una vita degna di essere vissuta. Facciamo nostre le parole del presidente Napolitano nella sua risposta a Piergiorgio Welby nel settembre 2006: ‘il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento’. Ci sono diverse proposte di legge presentate, una anche di iniziativa popolare firmata da decine di migliaia di cittadini. Il Parlamento deve affrontare un tema tanto importante e delicato per la vita delle persone. Come parlamentari Pd ci impegneremo su questo fronte”. “Ci sono domande che teniamo nascoste dentro di noi – si legge nel testo dell’appello – e che solo per alcuni diventano invece riflessione continua o assillo quotidiano. Eppure per ognuno di noi, per chi come noi ha il privilegio di esserci e di esserci potendo pensare, scegliere, decidere, niente e’ piu’ importante della nostra vita e di cio’ che rimuoviamo, della nostra morte. E non e’ piu’ solo la necessita’, difficile per ognuno, di diventare adulti, saggi abbastanza da sapere che e’ la morte a rendere preziosa la vita. C’e’ una responsabilita’ in piu’ da esercitare per le maggiori capacita’ che abbiamo conquistato. La medicina ha fatto progressi straordinari, di cura, di guarigione ma anche di mantenimento di funzioni vitali alle quali per molti non corrisponde pero’ una idea di vita degna di essere vissuta. Ce lo ha detto con grande forza chi ha avuto il coraggio di mettere la propria sofferenza a servizio di una battaglia civile per chiedere a viso aperto di tornare in possesso del proprio corpo, di veder rispettata la propria volonta’ quando la speranza non e’ piu’ di guarigione, di poter decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi, di esercitare un diritto fondamentale, una libera scelta senza imporre nulla a nessun altro”. “Lo hanno fatto tra gli altri Piergiorgio Welby e Beppino Englaro per sua figlia Eluana, ora Max Fanelli. Non possiamo non ascoltare, non interrogarci, non svolgere a pieno il nostro compito di parlamentari. Molte sono le proposte di legge gia’ presentate, anche con il sostegno di decine di migliaia di cittadini ad una proposta di legge di iniziativa popolare. Cio’ che sarebbe inaccettabile, “il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento” per usare le parole del presidente Giorgio Napolitano nella sua risposta alla lettera di Piergiorgio Welby nel settembre 2006″. “Il Parlamento – conclude l’appello – deve occuparsi della questione del fine vita, in modo non frettoloso, ben ponderato, confrontando le opinioni diverse e raccogliendo le richieste e le speranze civili che tanti esprimono per veder rispettata la propria scelta e la propria dignita’. Su questo mettiamo il nostro impegno” assicurano i deputati dem. (AGI) .
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