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Eutanasia e democrazia

EutanasiaLa proposta di legge di iniziativa popolare frutto della campagna “Eutanasia legale” giace ormai da sei mesi alla Camera dei Deputati. Ma non è l’unica: insieme ad essa sono ben 27 le leggi popolari in attesa di essere discusse dal Parlamento, il quale è di fatto quasi esclusivamente assorbito dall’esame delle leggi di iniziativa governativa.

di Marco Cappato, dal manifesto del 20 marzo 2014

“Il Par­la­mento non dovrebbe igno­rare il pro­blema delle scelte di fine vita” ha rispo­sto mar­tedì il Pre­si­dente Napo­li­tano al Con­si­gliere dell’Associazione Luca Coscioni, Carlo Troilo.

Quando, sei mesi fa, depo­si­tammo alla Camera dei Depu­tati la pro­po­sta di legge per l’eutanasia legale, non era­vamo certo illusi che bastasse por­tare le firme di 67.000 cit­ta­dini per imporre al Par­la­mento un dibat­tito da decenni schi­vato. La legge che regola le pro­po­ste di ini­zia­tiva popo­lare non pre­vede alcun mec­ca­ni­smo vin­co­lante per impe­dire che i fal­doni con le firme riman­gano a mar­cire negli scan­ti­nati del Par­la­mento, fino alla per­dita di vali­dità quando scade la legi­sla­tura suc­ces­siva a quella del deposito.

Quello che invece non sape­vamo era che le leggi popo­lari in attesa di essere discusse erano addi­rit­tura 27, quasi tutte rima­ste senza seguito alcuno: non una audi­zione, non un dibat­tito, non una rispo­sta. Con Filo­mena Gallo, abbiamo per­ciò deciso di con­tat­tare i Comi­tati pro­mo­tori, impe­gnati sui temi più diversi, per pro­vare a lavo­rare assieme su una richie­sta comune e di metodo: il rispetto dell’articolo 71 della Costi­tu­zione, che pre­vede che il popolo eser­citi l’iniziativa delle leggi, posto che tale «eser­ci­zio» dif­fi­cil­mente può con­si­de­rarsi sod­di­sfatto dalla mera pos­si­bi­lità di pre­sen­tarsi un giorno con gli sca­to­loni delle firme ed avere la sod­di­sfa­zione di far­sele con­tare dai fun­zio­nari. Abbiamo così costruito una strana coa­li­zione, par­tendo dagli inte­ressi più dispa­rati: cit­ta­di­nanza agli immi­grati, ridu­zione degli sti­pendi degli eletti, tutela degli archivi sto­rici, «rifiuti zero», lotta all’evasione fiscale, abo­li­zione del quo­rum, riforma della geo­gra­fia giu­di­zia­ria e… noi dell’eutanasia legale. L’obiettivo comune l’abbiamo sin­te­tiz­zato in un appello rivolto ai Par­la­men­tari affin­ché siano trat­tate entro il 2014 le leggi popo­lari in attesa.

Abbiamo a quel punto “sco­perto” altre due cose. La prima: è in corso la modi­fica dei Rego­la­menti par­la­men­tari, sia alla Camera che al Senato. Un tema della mas­sima rile­vanza isti­tu­zio­nale è trat­tato in riu­nioni riser­vate e nel disin­te­resse da parte dei media. Tra i vari punti in discus­sione c’è anche quello della trat­ta­zione delle leggi popo­lari. Abbiamo dun­que tra­smesso ai Par­la­men­tari la richie­sta che i Comi­tati pro­mo­tori siano quan­to­meno uditi in Com­mis­sione par­la­men­tare, e che poi la deci­sione se dare seguito a una legge popo­lare sia presa dell’aula, in seduta ple­na­ria e pub­blica, con un’assunzione di respon­sa­bi­lità da parte di cia­scun par­la­men­tare. La seconda “sco­perta” è in realtà la con­ferma di un fatto noto: il Par­la­mento è quasi total­mente assor­bito dall’esame di pro­po­ste di ini­zia­tiva gover­na­tiva. I Depu­tati più dispo­ni­bili ad avviare l’iter legi­sla­tivo sull’eutanasia sono stati i primi a farci notare che non è solo l’iniziativa popo­lare ad essere mar­gi­na­liz­zata dall’agenda della Camera, ma la stessa ini­zia­tiva par­la­men­tare è sostan­zial­mente ine­si­stente. Dif­fi­cile affron­tare un pro­blema senza porsi anche l’altro, senza cer­care rispo­ste a una crisi isti­tu­zio­nale pro­fonda che mette in gioco i prin­cipi stessi della demo­cra­zia par­la­men­tare e costituzionale.

Tirando il filo dell’eutanasia, siamo arri­vati alla matassa della demo­cra­zia, o, meglio, dell’antidemocrazia ita­liana. Non ci fer­miamo. Per­ché se un Par­la­mento ignora ciò che «non dovrebbe igno­rare», che siano i diritti dei malati o l’illegalità del sistema giu­sti­zia e car­cere in Ita­lia (richia­mati dallo stesso Pre­si­dente Napo­li­tano con un mes­sag­gio alle Camere), signi­fica che è il Par­la­mento stesso a cor­rere un peri­colo mortale.

*Radi­cale, Asso­cia­zione Luca Coscioni

(20 marzo 2014)

http://temi.repubblica.it/micromega-online/eutanasia-e-democrazia/

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