TwitterFacebookGoogle+

Evento del giorno: il massacro del Circeo

29 settembre copia

Il massacro delle due giovani donne, rispettivamente di 17 e 19 anni, da parte di Giovanni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira (due con precedenti penali, uno incensurato) avvenne a San Felice Circeo nella villa di Ghira. Rosaria morirà. Donatella sopravviverà e testimonierà tutto ad un processo divenuto storico.

Il racconto di Donatella – Le due ragazze avevano conosciuto Guido ed Izzo pochi giorni prima. frequentando entrambi il bar del famoso Fungo dell’EUR…“ Tutto è cominciato una settimana fa, con l’incontro con un ragazzo all’uscita del cinema che diceva di chiamarsi Carlo, lo scambio dei numeri di telefono e la promessa di vederci all’indomani insieme ad altri amici… L’appuntamento è per le quattro del pomeriggio. Arrivano solo Angelo e Gianni, Carlo, dicono, aveva una festa alla sua villa di Lavinio, se avessimo voluto raggiungerlo.. La villa era al Circeo e quel Carlo non arrivò mai. I due si svelano subito e ci chiedono di fare l’amore, rifiutiamo, insistono e ci promettono un milione ciascuna… A questo punto Gianni tira fuori una pistola e dice: “Siamo della banda dei Marsigliesi, quindi vi conviene obbedire..Capiamo che era una trappola e scoppiamo a piangere. I due ci chiudono in bagno. La mattina dopo Angelo apre la porta del bagno e si accorge che il lavandino è rotto, si infuria come un pazzo e ci ammazza di botte, e ci separano: io in un bagno, Rosaria in un altro. Comincia l’inferno. Verso sera arriva Andrea Ghira( spacciato per il capo dei Marsigliesi), dice che ci porterà a Roma ma poi ci hanno addormentate…. ma io e Rosaria siamo più sveglie di prima e allora passano ad altri sistemi. (Alla fine un breve filmato sul tema della violenza contro le donne – lavoro artistico e musica di Paul Lachine)circeo2
Prendono Rosaria e la portano in un’altra stanza… la sento piangere e urlare, poi silenzio all’improvviso. Devono averla uccisa in quel momento. A me mi picchiano in testa col calcio della pistola, sono mezza stordita, e allora mi legano un laccio al collo e mi trascinano per tutta casa per strozzarmi, svengo per un po’, e quando mi sveglio sento uno che mi tiene al petto con un piede e sento che dice: “Questa non vuole proprio morire”, e giù a colpirmi in testa con una spranga di ferro. Ho capito che avevo una sola via di uscita, fingermi morta, e l’ho fatto. Mi hanno messa nel portabagagli della macchina, Rosaria non c’era ancora, ma quando l’hanno  portata ho sentito chiudere il cofano e uno che diceva: “Guarda come dormono bene queste due.”
Donatella Colasanti, sopravvissuta per miracolo e in preda a choc, approfittò dell’assenza dei ragazzi per richiamare l’attenzione venendo udita da un metronotte, in servizio, alle h. 22:50. Izzo e Guido furono arrestati entro poche ore Ghira, grazie a una soffiata, non sarà mai catturato. Donatella venne ricoverata con gravi ferite, rottura del naso, danni psicologici di natura irreversibile.

circeo1Il processo – La giovane Donatella, costituitasi poi parte civile contro i suoi carnefici, venne rappresentata dall’avvocato Tina Lagostena Bassi nel processo. Diverse associazioni femministe si costituirono parte civile e presenziarono al processo. Lagostena  Bassi  era  nota nei tribunali italiani come uno dei principali e più agguerriti avvocati per la difesa dei diritti delle donne. Celebri le sue arringhe in cui, con termini asciutti, descriveva la violenza subita dalle sue assistite, rompendo così un muro di silenzio che esisteva sia nella società sia nel mondo dei tribunali sulla questione della violenza sessuale. In linea con il suo impegno per le cause femminili diventa una delle socie fondatrici del Telefono Rosa e protagonista della trasmissione in Tv di “Processo per stupro”, anche questa trasmissione di portata storica per l’Italia benpensante,  ipocrita e maschilista.

Il 29 luglio 1976 arrivò la sentenza in primo grado, ergastolo per Gianni Guido e Angelo Izzo, ergastolo in contumacia per Andrea Ghira. I giudici non concessero alcuna attenuante.

Donatella Colasanti è morta all’età di 47 anni, ancora duramente sconvolta per la violenza subita 30 anni prima. Avrebbe voluto assistere al nuovo processo contro Izzo, catturato a Panama, dove si era rifatto una vita, ed estradato in Italia. Ghira fuggì in Spagna e si arruolò nella Legione spagnola, da cui venne espulso per abuso di stupefacenti nel 1994, con il falso nome di Massimo Testa de Andres. Ghira sarebbe morto di overdose nel 1994 e sepolto in Spagna. Nel 2004, nonostante la condanna pendente, i giudici decidono di concedere a Izzo la semilibertà. Il criminale ne approfitta presto per fare nuove vittime, donne:  Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano ,14 anni, rispettivamente moglie e figlia di un carcerato conosciuto da Izzo.  Il 28 aprile del 2005 le due donne sono state legate e soffocate (è stato accertato, dopo vari esami autoptici, che la ragazza non ha subito violenza sessuale) e infine sepolte nel cortile di una villetta di un parente di Izzo. Izzo è stato condannato all’ergastolo per questo crimine. Roventi le polemiche per la scarcerazione

circeo3Ecco l’incipit di una un’arringa famosa dell’avvocato Lagostena Bassi “credo che innanzitutto io debba spiegare una cosa: perché noi donne siamo presenti a questo processo. ed io, che sono qui prima di tutto come donna e poi come avvocato… Che  si modifichi quella che è la concezione socio-culturale del nostro Paese, si cominci a dare atto che la donna non è un oggetto. …Ecco, noi chiediamo giustizia. Non vi chiediamo una condanna severa, pesante, esemplare, non c’interessa la condanna… Noi vogliamo che in questa aula ci sia resa giustizia, ed è una cosa diversa…. Che cosa intendiamo ? che  si modifichi quella che è la concezione socio-culturale del nostro Paese, si cominci a dare atto che la donna non è un oggetto …. Nel 1977-78 i costumi sono diversi. Se una donna vuole andare con un ragazzo, ci va, molto più semplicemente, e non si dica ‘ vis grata puellae’…” (Processo per stupro, RAI, 1979, Stralcio 4 e 5 da Youtube)

 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.