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Evento del giorno: Natale – Solstizio d’Inverno

25 dicembre

Natale – Festività cristiana che celebra la nascita di Gesù (il 7 gennaio nelle Chiese orientali, per lo slittamento del calendario giuliano). La festa si sovrappone approssimativamente alle celebrazioni per il Solstizio d’Inverno (tipiche del nord Europa) e alle feste dei saturnali romani (dal 17 al 23 dicembre). Già nel calendario romano il termine Natalis veniva infatti impiegato per molte festività, quella di dicembre commemorava la il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), introdotta a Roma da Eliogabalo nel 222 d.C. e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 273 d.C., e poi spostata al 25 dicembre.
“Verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge”. Nel Vangelo di Luca, Zaccaria, padre di Giovanni Battista, descrive con queste parole la futura nascita di Cristo. Il sorgere del sole e la luce sono simboli usati nel Cristianesimo e nella Bibbia. (Se continui a leggere vedrai, inserite nel testo, due strisce di Calvin & Hobbes a tema natalizio)
Il termine Natale deriva dal latino “natalis”, significa “relativo alla nascita”. Secondo il calendario liturgico è una solennità fondamentale, ma inferiore alla Pasqua, la festività cristiana più importante. È comunque la festa più popolarmente sentita tra i cristiani e negli ultimi anni ha assunto anche un significato laico, legato allo scambio di regali, alla famiglia e a figure del folclore come Babbo Natale. Sono strettamente legate alla festività la tradizione, di origine medioevale, del presepe e quella, più recente, dell’albero di Natale. L’albero sacro è collegato ad una tradizione pagana antichissima, di area celtica come molte tradizioni legate al culto dei boschi e agli alberi.
CalvinIl Solstizio d’Inverno è un giorno che appartiene alla spiritualità di tutte le religioni del mondo, seppure in forme diverse, che non segue assolutamente nessun integralismo e settarismo di alcun tipo. L’evento è stato celebrato da molteplici nostri antenati, come ad esempio dimostrano le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica. Lo stesso fenomeno fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (”rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (”ruota solare”); i Finnici “July” (”tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”).

Il Natale non è presente tra i primi elenchi di festività cristiane di Ireneo e Tertulliano. Il processo attraverso il quale il 25 dicembre divenne la ricorrenza della nascita di Gesù per tutta la cristianità, incominciò infatti solo dopo la fine del III secolo. La data tradizionale del 25 dicembre è documentata a partire dal III e dal IV secolo. Oggi sull’origine di questa data vi sono diverse ipotesi, che possono essere raggruppate in due categorie: secondo la prima, la data è stata scelta in base a considerazioni simboliche interne al Cristianesimo, mentre la seconda prende in considerazione la derivazione da festività celebrate in altre religioni praticate contemporaneamente al Cristianesimo di allora (come quelle romane descritte prima).
Alla luce delle fonti, si ipotizza in particolare che i cristiani avrebbero “ribattezzato” la festa pagana del Sole Invitto come “Festa della nascita di Cristo”, spostando la data dal 21 al 25 dicembre, per soppiantare quella pagana, largamente diffusa tra la popolazione. Secondo alcuni studi recenti però, a partire da quelli di Thomas Talley sul Natale e sulla diffusione del culto del Dies natalis solis invicti, l’ipotesi che la festa liturgica del Natale sia sorta per sostituire la festa pagana si è ridimensionata a favore di una origine autonoma avvenuta all’interno delle comunità cristiane dell’Africa donatista.
Il primo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come “interna” al Cristianesimo, senza apporti da altre religioni, derivante da ipotesi cristiane sulla data di nascita di Gesù. Il Natale, nel periodo dell’anno in cui il giorno comincia a allungarsi, potrebbe essere legato a questo simbolismo. Il secondo gruppo di ipotesi spiega la data del 25 dicembre come “esterna” al Cristianesimo, come un tentativo di assorbimento di culti precedenti al Cristianesimo con la sovrapposizione di festività cristiane a feste di altre religioni antiche.
calvin-xmasIl cronografo del 354 è il primo documento occidentale sull’esistenza della festa di natale. L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, probabilmente, in seguito assimilato dal Cristianesimo. L’abete, essendo conifera sempreverde, facilmente richiama il perpetuarsi della vita anche in inverno. Presso molti popoli, in particolare gli Indoeuropei, l ‘Albero Cosmico rappresenta la manifestazione divina del cosmo. La derivazione dell’uso moderno da queste tradizioni, tuttavia, non è stato provato con certezza. Sicuramente esso risale almeno alla Germania del XVI secolo. E’ stato identificato, fra i primi riferimenti storici alla tradizione, una cronaca di Brema del 1570, secondo cui un albero veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. La città di Riga è fra quelle che si proclamano sedi del primo albero di Natale della storia (vi si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il “primo albero di capodanno” fu addobbato nella città nel 1510). Precedentemente a questa prima apparizione “ufficiale” dell’albero di natale si può però trovare anche un gioco religioso medioevale celebrato proprio in Germania il 24 dicembre, il “gioco di Adamo e di Eva” (Adam und Eva Spiele), in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell’abbondanza per ricreare l’immagine del Paradiso. Successivamente gli alberi da frutto vennero sostituiti da abeti poiché quest’ultimi avevano una profonda valenza “magica” per il popolo. Avevano specialmente il dono di essere sempreverdi, dono che secondo la tradizione gli venne dato proprio dallo stesso Gesù come ringraziamento per averlo protetto mentre era inseguito da nemici.
Non a caso, sempre in Germania, l’abete era anche il posto in cui venivano posati i bambini portati dalla cicogna. L’usanza, originariamente intesa come legata alla vita pubblica, entrò nelle case nel XVII secolo ed agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania. L’uso di candele per addobbare i rami dell’albero è attestato già nel XVIII secolo. Per molto tempo, la tradizione dell’albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno. I cattolici la consideravano un uso protestante. Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi. A Vienna l’albero di Natale apparve nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, ed in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orléans.

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