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Exprivia, Favuzzi "si cresce solo con qualita' ed efficienza"

di Luciano Sechi

Bari – Il gruppo Exprivia, una delle principali realta’ dell’Information technolgy specializzate in progettazione, sviluppo e integrazione di soluzioni software, e’ costituito da sei societa’ controllate, 4 societa’ estere e 2 partecipazioni strategiche. E impiega oltre 1.800 persone tra la sede principale a Molfetta, a pochi chilometri da Bari, e le sedi italiane tra cui Milano, Genova, Roma e Palermo, oltre a quelle estere in Spagna, Usa, Messico, Guatemala, Peru’, Brasile e Cina. Nel 2015 ha registrato ricavi consolidati per 144,8 milioni di euro (-1,7% rispetto all’esercizio precedente), con un EBITDA di 15,3 mln e un utile netto di 4,6 mln (+51,4% rispetto al 2014). Quotata in Borsa dal 2000 (il titolo e’ trattato nel segmento STAR dal 2007), Exprivia e’ impegnata su vari segmenti di mercato: energia e utility; banche, finanza e assicurazioni; sanita’ e salute; oil e gas; industria, telco e media; difesa, aerospazio e pubblica amministrazione. “La fine dello scorso anno abbiamo presentato il nostro piano industriale – sottolinea Domenico Favuzzi, presidente e ad del gruppo – indicavamo una crescita molto leggera nel 2015 e nel 2016 con l’obiettivo di consolidare soprattutto la marginalita’ e l’efficienza per poi tornare con una macchina piu’ robusta a crescere in maniera piu’ aggressiva nel biennio 2017-2018 e ancora di piu’ nel 2019-2020, quindi ci aspettavamo una ripresa dei margini. Quello che e’ successo e’ che c’e’ stata una flessione nei mercati esteri “con lo slittamento di alcune gare importanti che stanno partendo con un po’ di lentezza. Tali ritardi hanno un po’ penalizzato i ricavi del 2015 pero’ con attivita’ che avevano una marginalita’ maggiore di quella degli anni precedenti ed era frutto di una razionalizzazione delle strutture organizzative, tutte attivita’ che avevamo messo in piedi negli anni precedenti”.

“Nel fatturato complessivo l’estero incide per il 10% – precisa Favuzzi – ci stiamo concentrando in questo momento su Cina, Spagna, Brasile e Messico e al di la’ della crisi in Brasile e della minore crescita in Cina, continuano a rappresentare Paesi molto grandi dove abbiamo dei fatturati specifici molto piccoli e dove invece pensiamo di crescere in modo importante anno su anno. Li consideriamo tutti e quattro mercati interessanti e anche la stessa Spagna non e’ solo per il mercato locale ma anche per avere delle competenze che dirigiamo poi verso il mercato di Messico, Colombia e Guatemala. In questi mercati puntiamo a rafforzarci, poi, in futuro, vorremmo crescere di piu’ in Europa, penso soprattutto a Gran Bretagna e Germania, ma e’ un discorso in prospettiva, a partire dal 2017”. “All’estero – prosegue Favuzzi – ci stiamo muovendo soprattutto su soluzioni in ambito SAP e in ambito sanitario. Devo pero’ dire che sia in Brasile che in Cina abbiamo anche attivita’ di tipo gestione sistemica, per esempio in ambito sicurezza piuttosto che infrastrutture, che stiamo sviluppando con buoni ritorni.” “Nel nostro piano industriale prevediamo di passare dai 150 mln dello scorso anno ai 360 mln da raggiungere nel 2020 e questa soglia – precisa ancora il presidente di Exprivia – la raggiungeremo anche con acquisizioni sia in Italia che all’estero. L’obiettivo in Italia e’ trasformare le nostre competenze in linea con tutto il tema della trasformazione digitale, con lo sviluppo di nuove soluzioni, nuove competenze, nuovi servizi, per quanto riguarda l’espansione commerciale pensiamo a rafforzare la nostra presenza nei quattro pesi che dicevo prima ed accrescere la nostra quota in Europa anche acquisendo dalle realta’ locali con fatturati da 10-20 mln di euro”.

Intanto si prevede anche un impegno sul fronte del welfare aziendale che, spiega Favuzzi, “punta alla massima condivisione degli obiettivi aziendali e rafforzano l’impegno dell’azienda nei riguardi delle persone. Abbiamo varato questo discorso alla fine dello scorso anno e prevede un impegno di 1,5 mln l’anno, ma stiamo lavorando anche ad agevolare forme di smart working, di lavoro piu’ flessibile , puntando a equilibrare le esigenze di vita personale con quelle di lavoro, e creando anche un vero proprio accordo integrativo che andra’ a saldare la crescita economica e la soddisfazione delle nostre persone con la percentuale di raggiungimento degli obiettivi del piano industriale”. Intanto, in questi anni si e’ dovuta affrontare la crisi che ancora non sembra superata. “La crisi ha inciso e continua a incidere molto – risponde Favuzzi – e’ un problema che ci poniamo quotidianamente, stiamo inventando meccanismi nuovi per poter crescere, svilupparci in condizioni comunque differenti dal passato. E’ molto piu’ difficile l’esercizio dell’impresa perche’ per avere successo devi essere impeccabile nei servizi e avere costi ragionevoli, altrimenti, specie il mercato italiano, non premia i fornitori. Questo si scarica nel processo dell’azienda perche’ siamo alla ricerca di modalita’ di processi nuovi ma anche di tutte le migliorie per rendere piu’ efficace il nostro lavoro che ovviamente aumenta anche le possibilita’ di successo sul mercato internazionale. E’ un lavoro quotidiano di ottimizzazione, di innovazione. Non sono anni facili – conclude Favuzzi – forse il passato e’ passato e non tornera’ piu’ e dobbiamo abituarci a questi nuovi tempi. Il modo di fare economia e’ completamente diverso dal passato e solo attraverso una grande qualita’ e una grande efficienza si riesce a crescere”. (AGI)

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