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Fact-checking di Facebook per le elezioni in Germania, ma potrebbe essere tardi

Roma – Nelle elezioni politiche del 2017, Angela Merkel avrà un nuovo ‘nemico’ da sconfiggere: le bufale che puntano a screditarla. A nove mesi da quello che rappresenta uno degli appuntamenti più caldi del calendario politico internazionale, Facebook è sceso in campo per ostacolare la diffusione di notizie false, complotti e teorie cospirazioniste. Con l’intento di evitare che si ripeta il copione andato in scena con le presidenziali Usa. Tuttavia, il dubbio è che sia già troppo tardi. O almeno questo è quanto emerge da un analisi di Buzzfeed da cui è venuto fuori che la cancelliera Angela Merkel è al centro di un attacco mediatico senza precedenti, combattuto a colpi di fake news e di teorie cospirazioniste che trovano largo spazio sulla rete. Si tratta di notizie parzialmente vere o totalmente false che puntano a screditare la Merkel sia dal punto di vista politico che personale. A diffonderle, spiegano gli autori dell’inchiesta Alberto Nardelli e Craig Silverman, sono soprattutto siti super-schierati di estrema destra. Non a caso la maggior parte delle notizie false riguarda i migranti, le politiche d accoglienza e la minaccia terroristica.

Dal selfie col terrorista alla wi-fi per i migranti, le bufale più popolari sulla Merkel

In cima alla classifica dei post sulla cancelliera tedesca più condivisi c’è l’ormai famoso (e del tutto falso) selfie con il terrorista che ha suscitato su Facebook 32mila reazioni. Il ragazzo ritrato nella foto con la cancelliera non è però uno dei kamikaze della strage all’aeroporto di Zaventem di Bruxelles, ma un rifugiato siriano che ora ha denunciato Facebook. Tra le altre bufale, il WiFi gratuito ai migranti dei campi di accoglienza, offerto per permettere loro di guardare video pornografici con animali e l’arresto di un ufficiale tedesco della NATO ad Aleppo, in Siria.

Un video messo in giro l’anno scorso, inoltre, ha generato una vera e propria teoria complottistica secondo cui Angela Merkel sarebbe una malata di mente. Il video prodotto dal sito ultraconservatore canadese Rebel Media, intitolato “Angela Merkel è malata di mente, la televisione canadese ne dà le prove”, è stato visto più di un milione di volte.

Come si propagano le fake news

“In Germania stiamo assistendo a una crisi di fiducia nei confronti dei media accreditati”, ha spiegato a BuzzFeed Lutz Helm di Hoaxmap, sito che si occupa di tracciare le fake news. “Un sempre maggior numero di persone non crede più ai quotidiani, ai telegiornali e cerca fonti alternative”. E sono queste persone le più predisposte a credere e a diffondere una bufala.

Ma come nascono le fake news? E come si propagano? La ‘confezione’ è importantissima: l’articolo basato su un episodio a doppia lettura, decontestualizzato o completamente inventato, viene corredato da un titolo a effetto. A questo punto il sito che ha pubblicato la notizia lo condivide sui social attraverso i suoi profili ufficiali. Non solo: per dare maggiore visibilità alla bufala, vengono creati appositi profili falsi attraverso i quali rilanciare la notizia. Attraverso un meccanismo di condivisione e promozione social la bufala prende piede e raggiunge un enorme numero di utenti.

Anonymousnews, Noch e gli altri fabbricatori di notizie false

A eccezione dell’Express e del MailOnline – due tabloid britannici che hanno fatto la loro parte nella diffusione di notizie contro la Merkel – la maggior parte dei siti ha nomi che alla maggior parte delle persone non diranno molto. Ecco i principali fabbricatori di fake news sulla cancelliera tedesca:

  • Anonymousnews.ru
  • Junge Freiheit
  • Deutsche Wirtschafts Nachrichten
  • blog.halle-leaks.de
  • rapefugees.net
  •  info.kopp-verlag.de
  • noch.info.

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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