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False donazioni religiose, con Scarano sono 53 gli indagati dalla Procura

Nunzio ScaranoTra i nomi nuovi c’è quello di Maurizio D’Amico già coinvolto nell’inchiesta di Roma sui soldi all’estero.

SALERNO – Inchiesta chiusa. L’accusa di riciclaggio è confermata dalla procura e il protagonista indiscusso resta sempre monsignor “500″ Nunzio Scarano. A indagini finite, la lista del pm di Salerno, Elena Guarino, si accorcia – da 58 si passa a 53 indagati – ma compare un nome che prima non c’era. È quello di Maurizio D’Amico, uno dei tre cugini armatori napoletani, indagato anche a Roma per evasione fiscale dopo l’arresto del sacerdote salernitano per aver tentato di far rientrare in Italia 20 milioni di euro che i pm romani attribuiscono ai D’Amico, ma che questi sconfessano. Maurizio è finito in varie intercettazioni telefoniche captate dal nucleo di polizia tributaria di Salerno, che ha condotto le indagini. «Mi dicono: se hai un conto dove con massima tranquillità queste cose si possono fare ma io ho grande paura perché … cioè, te lo lascio ragionare a te, se tu hai un modo lineare, semplice, per bonificare su un conto, ma immagino che per te è ancora più complicato che per me», dice D’Amico al telefono. «È ancora più complicato qui… eh, dobbiamo parlarne di persona», gli risponde Scarano.

ACCORDO – Era il 3 aprile del 2012. Il giorno dopo i due parlano di nuovo al telefono e l’ex funzionario dell’Apsa dice chiaramente di essere disponibile a ricevere bonifici esteri (nel caso in questione quelli in arrivo da un istituto bancario di Londra) sui propri conti Ior facendo riferimento al famoso fondo per gli anziani: uno dei dieci sottoconti intestati a Scarano. I due si accordano sul fatto che gli importi mensili dovranno ammontare ad alcune decine di migliaia di euro che poi il sacerdote giustificherà come “una sua rendita estera di natura personale”. Maurizio D’Amico, legato a Scarano da un’amicizia decennale, si rivolge al sacerdote perchè sembra che il sistema “omino” non possa più funzionare. L’omino sarebbe – dicono gli investigatori – una persona di turno incaricata a riportare in Italia denaro transitato all’estero per evadere il fisco. Nell’inchiesta salernitana sono finite anche quattro società off-shore, di cui due realmente esistenti e altre fittizie. Così come sono stati coinvolti amici, parenti e imprenditori salernitani vicini al sacerdote, che avrebbero cambiato assegni su soldi contanti ricevuti da Scarano, prelevati a loro volta dallo Ior. Tutto per estinguere un mutuo di una società immobiliare.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/cronaca/2014/19-marzo-2014/false-donazioni-religiose-scaranosono-53-indagati-procura-2224233067982.shtml

Fonte

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