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Famiglia: Sacconi rilancia voto plurimo genitori figli minori

Roma – “Lo Stato puo’ riconoscere il valore pubblico della famiglia numerosa attribuendo ai genitori con figli minori il voto plurimo, come da tempo si discute in alcuni Parlamenti europei, quale quello tedesco”. Il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, rilancia l’idea, gia’ oggetto di una sua proposta di legge, tornando sulle polemiche relative al ‘Fertility day’.

“L’iniziativa del ministro della Salute – spiega infatti – ha avuto il merito di aprire un vero dibattito sulla crisi demografica. I molti quesiti che ne sono derivati richiedono confronto e disponibilita’ al reciproco ascolto. In particolare, l’iniziativa ci interroga sulla ragione della denatalita’ e, a ben vedere cio’ che accade, tanto una immigrata incinta su un barcone ha voluto credere nel futuro quanto una coppia benestante occidentale puo’ considerare la procreazione l’ultimo desiderio da realizzare dopo avere soddisfatto quelli del suo presente”. “I soldi servono certamente a far vivere meglio la procreazione e la crescita dei figli ma, nella gran parte dei casi, non sembrano essere la ragione della scelta. Per questo – dice ancora – occorre un clima culturale favorevole alla famiglia e alla sua naturale vocazione alla natalita’”.

La proposta-Sacconi, lanciata nel novembre 2014 in occasione del ‘Family Act’ promosso da Ncd, prevedeva di emendare l’articolo 48 della Costituzione cosi’ come segue: “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore eta’. Il voto e’ personale, libero e segreto. Il suo esercizio e’ dovere civico. I genitori maggiorenni hanno il diritto di esprimere un voto plurimo ponderato sulla base del numero dei figli minorenni. Le modalita’ di esercizio di tale diritto sono stabilite con legge ordinaria. La legge stabilisce requisiti e modalita’ per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettivita’. A tale fine e’ istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. Il diritto di voto non puo’ essere limitato se non per incapacita’ civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnita’ morale indicati dalla legge”. (AGI) 

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