TwitterFacebookGoogle+

Fanno discutere le poliziotte in short di Brummana, in Libano

Poliziotte in short. Non è il nome di una commedia estiva, ma quello che sta accadendo a Brummana, graziosa cittadina collinare a est di Beirut, nel distretto del Metn, all’interno del governatorato del Monte Libano. Famosa soprattutto per essere il rifugio estivo di famiglie della borghesia cristiana in fuga dal caldo torrido di Beirut, Brummana si sta guadagnando la ribalta da circa una settimana, perché il sindaco Pierre Achkar ha assunto una serie di studentesse nella polizia locale. E fin qui tutto bene. Il punto, però, è che queste ragazze, assunte per dirigere il traffico – che per la verità è molto contenuto nella quieta Brummana – non indossano una normale divisa come i loro omologhi di sesso maschile, bensì pattugliano gli angoli delle strade indossando aderentissimi short neri. Sui social i libanesi si dividono, tra chi plaude alla presunta “modernità” del sindaco e chi lo accusa sostanzialmente di assecondare una logica sessista, di esporre queste giovani ragazze come fossero modelle, anzichè agenti di polizia. 

#Libano: berretto rosso e mini shorts neri, la nuova divisa delle poliziotte nel villaggio di Brummana. Il sindaco: “Vogliamo cambiare l’immagine del Paese. Il 99 per cento dei turisti indossa pantaloncini nei paesi del Mediterraneo d’estate” → https://t.co/daXmHsAPxT pic.twitter.com/ygbDCKK6aU

— Rainews (@RaiNews) 24 giugno 2018

“Gli short sono un problema ora?”, ha detto Achkar, intervistato dal quotidiano Annahar. “Ci hanno detto che il Libano ha un’immagine negativa in Occidente, che scoraggia il turismo nella nostra terra. Così, ho deciso questa cosa, per dimostrare che questa immagine è sbagliata. Vogliamo attrarre più turisti occidentali”, ha spiegato ad Annahar.

Le motivazioni fornite dal sindaco, in effetti, sono bizzarre, e sembrano non avere nulla a che fare col lavoro che le ragazze svolgono ai bordi delle strade, e molto con una sorta di complesso di inferiorità culturale nei confronti dell’Occidente, con l’urgenza di doversi accreditare presso un pubblico – quello occidentale – percepito come ossessionato dalla dimensione sessuale. Sembra un classico esempio di “occidentalismo” implicito, ossia la tendenza a ridurre, essenzializzare l’Occidente, attraverso stereotipo o semplificazioni. Una tendenza che è speculare a quella “orientalista”, diffusasi in Occidente stesso, attraverso la quale si è costruita una narrazione sull’Oriente come “ontologicamente” diverso, magistralmente spiegata nel libro “Orientalismo” di Edward Said, intellettuale americano-palestinese. Ed è davvero curioso che Edward Said, morto nel 2005, sia sepolto proprio nel cimitero protestante di Brummana. 

Brummana recruited policewomen. And they dressed them like that. Look at what their male counterparts are wearing. Are these women supposed to help keep the safety of the city or be the touristic attractions in it? pic.twitter.com/2pbOyncQJg

— Laudy Issa (@laudyissa) 17 giugno 2018

Da un punto di vista giuridico, la decisione di Achkar sembra legale. Secondo Ziad Baroud, ex ministro degli Interni, intervistato da Al Jadeed, la legge libanese non fa menzione di nessun codice di abbigliamento specifico per il personale di polizia municipale. “Una volta avevamo un board che si sarebbe dovuto occupare di uniformare l’abbigliamento degli agenti di polizia, ma poi non se ne è fatto nulla, anche per via di alcune complicazioni legate all’assenza di un governo”, ha spiegato. In Libano, ogni municipalità può scegliere le uniformi da far indossare al proprio personale di polizia e il codice di abbigliamento varia a seconda dell’area (villaggi a maggioranza cristiana, musulmana sunnita, sciita, ecc).

Come detto, la mossa del sindaco di Brummana divide il Paese soprattutto sui social, tra chi non vede nulla di male nel voler “attrarre più turisti” e chi sottolinea come si tratti di una scelta che manca della dimensione della reciprocità, visto che gli agenti di sesso maschile indossano pantaloni lunghi. Ancor più in un paese dove il sessismo è ben presente ed ha spesso una dimensione pubblica. 

Brummana’s mayor’s excuse is shorts r normal in a Mediterranean country! Here’s a photo of policewomen in Nice, France, couldn’t get more Mediterranean than this! Besides why r Burmmana’s policemen wearing long uniforms while women shorts if they aren’t objectifying these girls? pic.twitter.com/0N6kGsbZAV

— (@salafi_writer) 24 giugno 2018

Come ricorda Stepfeed, nel 2017 un ristorante libanese chiamato Sandwich w noss fu costretto a scusarsi pubblicamente dopo aver diffuso uno spot pubblicitario in cui erano raffigurati due panini che rimandavano chiaramente all’immagine di due seni, con il relativo gioco di parole sull’offerta 3×2, rivolta esplicitamente ed esclusivamente agli uomini. Sessismo alimentato anche dalle donne, come quando nel 2016 la cantante Najwa Karam parlò di “diritti delle donne fuori controllo”, che “minacciano la mascolinità degli uomini”, o come quando l’attrice ed ex miss Libano, Nassib Njeim, ammise di essere contro il sesso pre matrimoniale per le donne, ma che per gli uomini “le regole devono essere diverse”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.