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Farage su palco con Trump, non voteri mai Hillary

Washington – “Se fossi un cittadino americano, non voterei per Hillary Clinton neanche se mi pagassero”. Cosi’ il leader dimissionario degli euroscettiti britannici dell’Ukip, Nigel Farage, sul palco con Donald Trump in Mississippi. Il candidato repubblicano alla presidenza lo ha presentato come colui che ha sfidato l’Unione europea e vinto “contro ogni previsione”. Farage ha spiegato alla folla di aver convinto anche persone “che non avevano mai votato prima nella loro vita ma che hanno ritenuto di votare per la Brexit per riprendersi il controllo del Paese, per riprendersi il controllo delle frontiere, per l’orgoglio e l’autostima”. La Brexit “e’ per la gente semplice, per la gente vera”, ha osservato Farage senza suscitare particolare entusiasmo, perche’ poco noto tra i sostenitori del magnate americano. Trump e’ rimasto con lui sul palco durante l’intero intervento. Poi, prendendo la parola, ha accusato Hillary di essere una bigotta” che “considera le persone di colore solo come elettori e non come esseri umani”, ha detto Trump cercando di allargare il suo consenso tra le minoranze, sebbene la platea fosse in prevalenza di bianchi. “E’ difficile dire dove finisce la Clinton Foundation e dove comincia il Dipartimento di stato”, ha attaccato. “Hillary Clinton non crede nell’America prima di tutto – ha insistito il tycoon – crede nei donatori prima di tutto. E negli interessi particolari, nei lobbisti”. Oggi Trump interverra’ a Manchester, in New Hempshire.

Intanto, dopo aver ammorbidito le sue posizioni sulle deportazioni in massa di immigrati clandestini, Donald Trump intende illustrare il suo piano sull’immigrazione il prossimo 31 agosto, durante un evento elettorale a Phoenix, in Arizona. Lo rivela il quotidiano locale “The Arizona Republic” segnalando che al discorso saranno ammesse non piu’ di 500 persone e non la ressa di migliaia di supporter generalmente ospitati agli eventi del candidato repubblicano alla presidenza. Il discorso era previsto per questa settimana in Colorado ma e’ stato cancellato. Il celebre miliardario, che ha fondato la sua campagna sul muro al confine con il Messico e sulla deportazioni di 11 milioni di immigrati senza documenti, dovra’ spiegare la sua virata. (AGI)

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