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Fare il parlamentare è come fare l'idraulico? La polemica tra Grillo e il giudice Cassese

“Queste assemblee di persone sorteggiate a caso sono un movimento che si sta sviluppando in tutto mondo, non capisco quale sia l’esagerazione che abbiamo suscitato in certi parrucconi del nostro sistema informativo. Non è l’idraulico, non vogliamo eleggere l’idraulico che ha una sua funzione importantissima e su cui si fa ironia in certi giornali…”. Così Beppe Grillo in un video sulla sua pagina Facebook – titolo ‘DemoCrisi’ – insiste sul concetto che “la democrazia è superata” e che i parlamentari potrebbero essere scelti “con un’estrazione casuale”. E replica al giudice emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese, che oggi dal Corriere della sera lo critica chiedendogli se per trovare un idraulico si affidi a un sorteggio. 

Il costituzionalista in un commento sul quotidiano di via Solferino ha cercato di spiegare perché le competenze di chi è chiamato a rappresentare la Repubblica non possono essere selezionate a sorte, proprio come non si sceglierebbe a caso qualcuno a cui affidare la cura di sé o dei propri beni. Si domanda Cassese:  

Ci farebbe piacere che il chirurgo che ci deve operare o il pilota dell’areo sul quale ci imbarchiamo venissero sorteggiati, invece di aver superato rigorosi esami? Perché non riconosciamo che il politico debba essere un professionista con requisiti e capacità almeno pari all’idraulico, al falegname, al chirurgo o al pilota, visto che gli affidiamo le sorti della società in cui viviamo e quelle delle scuole, delle strade, dei servizi di trasporto, del controllo dell’economia, della difesa delle frontiere, del salute pubblica, e così via?

Cassese sottolinea che l’elezione dei parlamentari per competenze è uno dei cardini della democrazia, che “non consiste solo di partecipazione popolare”, ma che deve anche “assicurare milioni di decisioni collettive di quella macchina complessa che è lo Stato. 

 Se i 47 milioni di cittadini aventi diritto alla partecipazione politica attiva dovessero approvare da casa (articolo per articolo, come prevede la Costituzione), le circa cento leggi che il Parlamento approva ogni anno, dovrebbero prendere da otto a dieci decisioni al giorno, ogni giorno dell’anno, comprese le festività. Ma in questo modo lascerebbero nelle mani di incontrollati decisori tutte le norme secondarie nazionali che le leggi comportano (decreti, regolamenti, direttive), nonché tutte le leggi e decisioni regionali e locali. 

E su questo punto attacca il cofondatore e ora garante di M5s:

La politica sta cambiando e lo capisce pure un bambino, non ci sono più i partiti. Perché dobbiamo avere politici professionisti per 40 anni? Meglio – sostiene – avere persone scelte a caso che in forma e tempo limitato possano decidere su delle cose per il proprio paese. Non trovo niente di scandaloso – sottolineo – ma solo una grande ignoranza di questi istruiti stupidi. Perché poi l’istruzione è bellissima ma quando incontri un istruito stupido cominci a farti delle domandare sul tipo di istruzione che dai alle persone, soprattutto della mia età.

 Quindi, ribadisce Grillo: “Definire la democrazia oggi è un problema: è come il ferro di cavallo che metti alla porta. Se tu chiedi, ci credi? Dici no, ma lo metto lo stesso.. La democrazia è svuotata dal significato del voto”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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