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Fatima come Franca Viola

Da lettere all’Espresso 9.4.16: Risponde Stefania Rossini (di seguito le lettere dei lettori)

“”Accade che molti nostri lettori, nonostante qualche distinguo, ritengano poca cosa l’umiliazione subita dalla quattordicenne originaria del Bangladesh e trovino giustificazioni nell’autorità genitoriale, nella mancanza di integrazione o nell’ignoranza. Quello che è stato fatto alla piccola Fatima è invece molto grave, anche perché la coglie in un’età delicata, dove l’omologazione con i coetanei contribuisce all’identità. Quale ne sia il motivo scatenante, in tutte le culture e le epoche tagliare i capelli alle donne è stato un gesto di sopraffazione e di umiliazione.
Nel Quattrocento erano le streghe ad essere rasate prima di andare al rogo. Nel Novecento, alla fine della seconda guerra mondiale, le ragazze che avevano fraternizzato con il nemico, spesso per amore, venivano rasate in piazza di fronte a folle insultanti. Capitò a migliaia di giovani francesi e a molte italiane che erano state ausiliarie della Repubblica di Salò, ma anche a donne jugoslave (immortalate nel film “Jovanka e le altre” interpretato da Silvana Mangano) e di altre nazioni europee.
Ora la mescolanza dei popoli riporta d’attualità questa usanza ignobile. Ma il fatto che Fatima abbia saputo reagire denunciando l’abuso alla sua insegnante e ora viva lontana dalla famiglia, ne fa un’antesignana di tempi nuovi. Fatima ci ha fatto ricordare Franca Viola, la prima ragazza siciliana a rifiutare il matrimonio riparatore con l’uomo che l’aveva rapita e stuprata.
Era il 1965 e, grazie a lei, le donne del Sud non sarebbero state più le stesse.””

(Lettore (Mauro Chiostri) il fatto della ragazza rasata a zero dalla madre perché non voleva indossare il velo ha fatto stracciare le vesti dei tanti antislamisti italiani con i soliti luoghi comuni contro la religione musulmana. Se conoscessero la storia, saprebbero che abomini ben peggiori sono stati commessi, in nome della religione, anche da sedicenti “buoni cristiani” (do you remember Torquemada?). Per evitare il ripetersi di simili fatti non vanno combattute le fedi religiose, ma l’ignoranza, naturale brodo di coltura di tutte le tragedie umane.

(Lettore Roberto Bellia) Una simile imposizione violenta, una simile umiliazione non è accettabile. Ma ritenere che non si possano insegnare ai propri figli, anche con imposizioni, delle regole di comportamento derivanti dall’etica, dalla morale o da principi religiosi significa allevare generazioni di esseri asociali che tutto pensano di poter pretendere senza avere nessun dovere da rispettare. Se vuoi vivere in un contesto civile dalle cui regole trai giovamento devi capire che ci sono anche regole da rispettare.

(Lettore Vinicio Rainieri) C’è poco da dire, abbiamo voluto l’immigrazione in nome del multiculturalismo e del mitico melting pot americano, peraltro nel frattempo fallito (vedi Trump e i suoi muri), e ora riteniamo scandalosa la testa rasata a zero di una ragazzina disobbediente agli usi e ai costumi della sua gente. Un po’ di coerenza, per favore.

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