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Fbi scopre 15.000 nuove mail della Clinton

Washington – L’Fbi ha scoperto quasi 15.000 nuove email di Hillary Clinton risalenti agli anni (2009-2013) in cui l’attuale candidata democratica e’ stata segretario di stato. Si tratta di parte della montagna di mail inviate e ricevute da Clinton su un server privato – l’unico da lei uitilizzato mentre era alla guida della diplomazia americana – e non su quello protetto del dipartimento di Stato. Sono altre 15.000 mail che si aggiungono alle 30.000 rese disponibili da Clinton al dipartimento di Stato, probabilmente parte delle 33.000 ritenute private dall’ex segretario di Stato e quindi da lei fatte distruggere senza che nessun inquirente potesse esaminare. In ogni caso, sottolinea la rete Abc, mail che ne’ Clinton ne’ i suoi legali consegnarono a dicembre del 2014 al dipartimento di Stato per sottoporle a verifiche. I

l dipartimento di Stato non ha reso noto quando saranno pubblicate queste nuove mail anche se sembra probabile che cio’ avverra’ prima delle elezioni presidenziali dell’8 novembre, per cui mancano solo 78 giorni. L’emailgate, come e’ stato ribattezzato dalla stampa Usa, e’ uno dei pochi argomenti concreti su cui il rivale Donald Trump attacca la rivale democratica sollevando dubbi sulla sua affidabilita’. Nel corso dell’indagine sulle prima 30.000 mail rese disponibili dallo staff di Clinton il direttore dell’Fbi, James Comeu, rivelo’ che in tre era contenuto materiale gia’ all’epoca classificato mentre altre decine sono state definite tali dopo l’inizio dell’inchiesta e l’esame una per una da parte dei federali.

Clinton ha negato di aver nascosto messaggi email. “Come abbiamo sempre detto, Hillary Clinton ha fornito al Dipartimento di stato tutte le email collegate al lavoro in suo possesso nel 2014”, ha precisato in una nota il suo portavoce Brian Fallon. “Non sappiamo quale siano i nuovi documenti individuati dal Dipartimento di giustizia – ha aggiunto Fallon – me se il Dipartimento di stato ritiene che alcuni siano collegati al lavoro, allora siamo chiaramente favorevoli alla loro pubblicazione”. (AGI) 

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