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Fbi sotto inchiesta per le email della Clinton. E Trump s'infuria

Difficile pensare che non si tratti di un nuovo colpo di coda di Barack Obama, a una settimana dall’insediamento di Donald Trump, il prossimo 20 gennaio. Dopo aver fatto condannare Israele dall’Onu, senza porre il tradizionale veto Usa, stavolta il presidente uscente potrebbe aver avuto un peso nell’apertura dell’indagine sull’operato dell’FBI. Il Dipartimento di Giustizia ha aperto un’inchiesta per valutare l’operato del direttore James Comey nella gestione dell’emailgate, lo scandalo che, secondo diversi osservatori, è costato la presidenza a Hillary Clinton.

Donald Trump infuriato: “Cosa volete?”

L’apertura dell’indagine ha fatto infuriare Donald Trump. “Su cosa protestano i sostenitori di Hillary Clinton… basandosi sulle informazioni che avevano, non doveva neppure partecipare” alle elezioni “colpevole come il peccato. Sono stati fin troppo gentili con lei. Ha perso perché ha fatto campagna elettorale negli Stati sbagliati, senza entusiasmo!”.

What are Hillary Clinton’s people complaining about with respect to the F.B.I. Based on the information they had she should never…..

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 13 gennaio 2017

 

have been allowed to run – guilty as hell. They were VERY nice to her. She lost because she campaigned in the wrong states – no enthusiasm!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 13 gennaio 2017

L’accusa di aver diffuso informazioni riservate

L’indagine è affidata all’Ispettore generale del Dipartimento alla Giustizia Usa, Michael E. Horowitz. Horowitz ha spiegato che l’inchiesta è stata avviata in seguito alle richieste presentate da membri del Congresso, organizzazioni e cittadini e si concentrerà sull’operato dell’FBI, ma anche dello stesso Dipartimento, “prima delle elezioni del 2016”. Sarebbero state “divulgate impropriamente informazioni riservate” e scelto un ‘timing’ per autorizzare richieste di FOIA che non prendeva in considerazione la delicatezza del momento: la campagna elettorale. I democratici si infuriarono quando, a due settimane delle elezioni dell’8 novembre, il capo dell’FBI Comey informò il Congresso della scoperta di altre email rilevanti con informazioni top secret inviate dall’account privato della Clinton.

La Casa Bianca, Obama non c’entra nulla

La Casa Bianca ha dovuto chiarire che Obama non c’entra nulla con l’apertura dell’indagine. “Le decisioni prese dagli ispettori generali sono indipendenti e questa Amministrazione ha protetto assiduamente la loro indipendenza”, ha dichiarato il capo ufficio stampa, Josh Earnest. 

Trump può fermare l’indagine

Trump potrà comunque fermare l’indagine, per evitare che si inneschino polemiche su apparati dello Stato che avrebbero ostacolato Hillary Clinton nella sua corsa per la Casa Bianca. “Per tradizione, ci sono presidenti che hanno permesso a ispettori generali di restare al proprio posto e terminare le indagini. Una delle domande da porre a Jeff Sessions (futuro segretario alla Giustizia di Trump, ndr) è: permetterà di completare l’inchiesta? Sceglierà un altro ispettore generale?”, si è chiesto l’analista della Cnn, Jeffrey Toobin. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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