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Febaf: "Russia grande paese europeo, riprendere dialogo"

Roma – La Russia è un “grande paese europeo” con il quale la società civile, a partire dell’economia, deve aiutare a ricostruire un dialogo nell’attuale fase di tensioni politiche. Lo ha sottolineato il segretario generale della Febaf (Federazione Banche Assicurazioni e Finanza), Paolo Garonna, aprendo il seminario “Russia-Italia Finance Dialogue: the future of Banking, Insurance and Financial Markets”, evento, inserito nel programma del Festival della Diplomazia, che ha lo scopo di discutere “come sviluppare in futuro il dialogo tra i servizi finanziari dei due paesi”.

Secondo Garonna, infatti, “dopo la Brexit, si apre uno scenario di cerchi concentrici più larghi dove occorre includere la Russia, un grande Paese europeo il cui contributo dato nei secoli alla cultura europea mi ha sempre affascinato”. “Tenere questo seminario, una prima volta assoluta, in questo momento e’ un segnale importante”, ha sottolineato Garonna, “in questo momento di tensione, noi, come espressione della societa’ civile, dobbiamo sviluppare un dialogo utile ai nostri Paesi, che hanno diversi punti in comune”.

“PROFONDE RIFORME FINANZIARIE PORTATE AVANTI DA MOSCA E ROMA” 

“Sia in Russia che in Italia i sistemi finanziari stanno attraversando delle grandi tensioni, legate al difficile scenario di crescita di medio termine, ai problemi internazionali e alle ripercussioni importanti del prezzo del petrolio e alla grande incompiuta dell’unione bancaria che ci espone a ulteriori fragilita’”, ha aggiunto il segretario generale del Febaf, che ha sottolineato le “profonde riforme finanziarie” portate avanti da Mosca e Roma: “Credo che nessun Paese negli ultimi anni abbia fatto più riforme del sistema finanziario come l’Italia; pensiamo alle aggregazioni e alle ricapitalizzazioni”.

Il seminario è poi entrato nel vivo con l’intervento del capo dell’Ufficio Economico della Rappresentanza Commerciale Russa in Italia, Ibraghim Khabibov, il quale ha descritto la difficile congiuntura attraversata negli ultimi anni dall’economia della federazione, che “si è dovuta confrontare con tutti i tipi di rischi: il brusco calo delle quotazioni delle materie prime, le restrizioni all’accesso e alla collaborazione con societa’ e banche estere, nonche’ all’organizzazione di progetti congiunti, e il nervosismo degli investitori, che ha ulteriormente complicato il clima”. “Nonostante le condizioni avverse, la Russia sta rispondendo bene: il sistema economico nazionale è stabile e la politica anti-crisi del governo ha permesso di attenuarne l’impatto e creato le condizioni per sfruttare al meglio il nostro potenziale”, ha proseguito Khabibov, “la svalutazione del rublo si e’ ridimensionata e l’inflazione non è cresciuta troppo; i cambiamenti non sono stati così drammatici e il nostro Paese si e’ adattato alle nuove realtà economiche”.

ITALIA PARTNER PRIVILEGIATO DELLA RUSSIA

Khabibov ha quindi ricordato come, nonostante il deterioramento dei rapporti con l’Europa, che ha portato l’interscambio italo-russo a scendere del 36% nel 2015, “l’Italia rimane un partner privilegiato della Russia, come dimostra la sua presenza come ospite d’onore al Forum di San Pietroburgo del giugno 2016, dove il vostro premier Matteo Renzi ha incontrato il nostro presidente e sono stati siglati 11 accordi per oltre un miliardo di euro”.

Ha quindi preso la parola Francesco Gaggi, direttore centrale delle Relazioni Internazionali per l’Abi, che ha concentrato il suo intervento sulla “sfida dell’internazionalizzazione delle Pmi”, nella quale le banche italiane, in virtù del loro stretto legame con la piccola e media imprenditoria, devono avere un ruolo di facilitatori, mettendo a disposizione la loro presenza nei paesi esteri dove operano. “La vocazione del Paese resta fortemente manifatturiera ed è questo che ci dà lo spunto per essere un Paese importante sui mercati internazionali”, ha affermato Gaggi, che ha rivendicato “la capacita’ di mantenere il credito all’economia” che “il sistema bancario italiano ha mantenuto durante tutta la crisi”. “Prima delle sanzioni la Russia era uno dei Paesi di maggiore interesse per le banche italiane che si stavano espandendo all’estero, guadagnando un ruolo nell’aprire la strada ai nostri imprenditori che investono in Russia”, ha detto ancora Gaggi, secondo il quale Mosca “ha dimostrato una forte resilienza di fronte alle recenti difficolta’ economiche” e cio’ fa si’ che “le banche guardino con rinnovato ottimismo al rapporto con la Russia”.

“Per quanto riguarda il tema delle sanzioni”, ha concluso Gaggi, “il nostro auspicio è che le nostre relazioni economiche e finanziarie possano riprendere il massimo sviluppo e ritrovare un pieno slancio già nei prossimi mesi”. E’ stato infine il turno di Gianfranco Vecchiet, responsabile del servizio Rapporti Internazionali studi economici dell’Ania, che ha approfondito l’internazionalizzazione, ancora modesta, del sistema assicurativo italiano che, “risponde a dinamiche di business più locali” ma si trova ad affrontare le medesime criticità del sistema del credito, a partire dai tassi di interesse a zero. (AGI)

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