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Fecondazione eterologa, assedio alla Lorenzin

Fecondazione eterologa, assedio alla LorenzinIl Giornale d’Italia

12 Ago 2014

Valter Brogino

Si profila uno scontro tra le regioni a guida Pd e il ministero della Salute. Oggetto del contendere la fecondazione eterologa. Una pratica che non solo la Toscana, ma anche il Lazio, l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia e il Piemonte vogliono avviare già a settembre nei centri autorizzati.

Una sfida bella e buona nei confronti del ministro Ncd, all’indomani della decisione del consiglio dei ministri di bocciare l’idea di procedere per decreto. Come spesso accade, si parte da una sentenza della Corte Costituzione che lo scorso 9 aprile ha dato un sostanziale placet alla fecondazione eterologa nell’ambito della legge 40.

Consapevole di rischiare di irritare il premier Renzi, che dai temi etici vuole tenersi più alla larga possibile, la Lorenzin ha mandato a dire, tramite la sua consulente Assuntina Morresi, che le regioni debbono essere messe in guardia “da fughe in avanti che metterebbero a repentaglio la salute dei nati”.

I comitati e le organizzazioni che sostengono l’eterologa però fanno a gara ad impallinare la titolare del dicastero. “Quello che manca è un aggiornamento delle linea guida ferme al 2008 – osserva Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Coscioni se poi ci sarà qualche irregolarità è auspicabile un intervento dei Nas ma non possono essere usati come mezzo per bloccare l’eterologa, come sembra dalle parole del ministro”.

A guidare il pattuglione dei governatori dem è comunque Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che ora gode dell’appoggio anche di numerosi colleghi. A partire dal Lazio: “Stiamo portando avanti gli accreditamenti delle strutture – fa sapere Alessio D’Amato, al quale il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha affidato la cabina di regia della sanità – seguiremo il modello Toscana”.

E in Friuli l’assessore alla Sanità Luca Coletto, coordinatore degli assessori regionali, ha annunciato che “sin da settembre sarà possibile avviare un confronto con il ministro e il Parlamento”.

Fonte

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