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Fecondazione: una coppia su 3 paga di tasca propria, fino a 5.200 euro

Roma – Sempre piu’ mature, istruite e occupate stabilmente le coppie che ricorrono alla procreazione assistita. Aumenta l’eta’ media delle coppie che ricorrono alla procreazione medicalmente assistita, sia dell’uomo (dai 37,7 anni del 2008 ai 39,8 anni del 2016) che della donna (da 35,3 a 36,7 anni),hanno un livello di istruzione piu’ elevato e una condizione professionale piu’ stabile. E oltre una coppia su tre paga di tasca propria, spendendo fino a 5.200 euro. E’ quanto emerge dalla ricerca “Diventare genitori oggi: il punto di vista delle coppie in Pma” realizzata dal Censis in collaborazione con la Fondazione Ibsa a otto anni di distanza dalla prima ricerca sul tema. Il rapporto fotografa coppie che cercano di avere un figlio mediamente da 3,9 anni e i primi dubbi in relazione alla difficolta’ di ottenere una gravidanza sono intervenuti dopo 15,5 mesi di tentativi (un tempo piu’ lungo rispetto ai 12,2 mesi del 2008). Si allunga anche il tempo che intercorre tra i primi dubbi e la scelta di rivolgersi al medico (10,9 mesi contro i 9,2 mesi del 2008).

Guardando all’intero percorso, dal primo contatto con il medico al ricorso al primo centro di Pma trascorre poco piu’ di un anno (12,7 mesi),un percorso ancora piu’ lungo per le coppie meno istruite (19,2 mesi). Il ginecologo e’ il professionista a cui si rivolge la maggioranza delle coppie (72%) e rispetto al 2008 e’ raddoppiata la quota di chi si e’ rivolto direttamente allo specialista del centro di Pma (14%). Solo al 55% delle coppie e’ stata riconosciuta una condizione clinica come causa specifica dell’infertilita’ (circa 9 punti percentuali in meno rispetto alla precedente indagine),che e’ stata individuata nel 40% dei casi dallo specialista del centro e nel 36% dei casi dal ginecologo. Con riferimento all’ultimo ciclo di trattamenti effettuato, per il 14% delle coppie i costi della Pma sono stati sostenuti interamente dal Servizio sanitario regionale, il 49% ha pagato il ticket, il 35% invece ha pagato interamente le prestazioni di tasca propria, soprattutto nelle regioni dove e’ piu’ forte la presenza di strutture private, cioe’ al Centro (dove la percentuale di chi ha pagato di tasca propria sale al 67%) e al Sud (dove si arriva al 51%).

Per chi ha sostenuto la spesa di tasca propria, il costo dell’ultimo ciclo di Pma si e’ aggirato mediamente intorno ai 4.000 euro (4.200 euro al Nord, 5.200 al Centro, 2.900 al Sud). Per chi ha pagato il ticket presso centri pubblici e privati convenzionati, il costo e’ in media di 340 euro (280 euro al Nord, 700 al Centro, 370 al Sud). I disagi delle coppie in terapia. Per l’82% delle coppie la frustrazione derivante dai tentativi di concepimento falliti ha un impatto negativo sul vissuto quotidiano. Per il 61% la difficile conciliazione tra le esigenze della terapia e del lavoro costituisce una fonte di disagio. Per il 52% il problema dell’infertilita’ e’ diventato un pensiero costante, al punto che risulta difficile pensare ad altro. Il 46% teme gli effetti collaterali delle terapie. Il 42% fa riferimento, come fonte di disagio, alla medicalizzazione di aspetti della vita intimi e personali, come la procreazione e la sessualita’. Al 41% il disagio deriva dalla sensazione di essere diversi dalle altre coppie. Il 30% denuncia una scarsa comprensione e condivisione del problema da parte dei familiari piu’ intimi e degli amici (un problema che riguarda principalmente le coppie piu’ giovani: 42%). (AGI) 

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