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Femmincidio. Occorre una legge che punisca le ladre di cuori

FemminicidioTre donne uccise in un solo giorno, e poiché nel nostro Paese gli uomini ne uccidono in media una ogni tre giorni, speriamo di restare almeno una settimana senza notizie di femminicidi.

Una settimana senza doverci vergognare, senza doverci angosciare.  A dire il vero, vergogna e angoscia sono permanenti. Basta pensare alle tante donne che per non essere picchiate o uccise subiscono prepotenze e maltrattamenti.

Eppure un sistema ci sarebbe per porre fine ai maltrattamenti e alle uccisioni. Lo Stato dovrebbe promulgare una legge che punisca le donne che fanno innamorare gli uomini e non ricambiano il loro amore. Semplice, no? Della mancanza di una legge del genere si lamentava l’autore della “leggenda del Piave”, nella sua celebre canzone “Ladra”, che recitava:

“La legge è dura. E spesso è condannato chi ruba al portafogli ed all’onore… Solo a te, ladra, tutto è perdonato! Non c’è una legge che protegga il cuore! E tu… e tu, che pei capricci tuoi morir mi fai, mi rubi il cor, per farne quel che vuoi e il tuo peccato non lo sconti mai!”. Una legge che punisca la ladra peccatrice non c’è, e gli uomini, ovviamente, si fanno giustizia da sé.

Renato Pierri

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