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Fermato Vannoni, curava italiani in Georgia col 'metodo Stamina'

Il fondatore di Stamina, Davide Vannoni, è stato fermato dai carabinieri del Nas mentre era in procinto di andare via dall’Italia, come risultato da alcune intercettazioni telefoniche. Come scrive Repubblica, Vannoni è accusato di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, di truffa aggravata, somministrazione di farmaci non conformi e trattamento di gravi malattie neurodegenerative con il metodo Stamina svolto in Georgia su numerosi pazienti reclutati in Italia, che pagano fino a 27mila euro.

Cellule staminali

Davide Vannoni stava cercando una nuova località, Ucraina, Bielorussia e Santo Domingo, dove curare i pazienti con il metodo Stamina, ritenuto illegale in Italia e per il quale aveva già patteggiato una pena di 22 mesi nel processo tenutosi a Torino. E’ quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche dei carabinieri Nas. Vannoni, secondo quanto appurato dagli inquirenti, fino al novembre 2016 avrebbe trattato in Georgia una cinquantina di pazienti italiani, che pagavano fino a 27mila euro per usufruire delle cure..

Come funziona il ‘metodo Stamina’ di Vannoni

Il metodo Stamina è un controverso trattamento terapeutico a base di cellule staminali ideato da Davide Vannoni, presidente e fondatore della Stamina Foundation Onlus. Questa tecnica prevede la conversione di cellule staminali mesenchimali, cellule solitamente destinate alla generazione di tessuti ossei e adiposi, in neuroni, dopo una breve esposizione ad acido retinoico diluito in etanolo. In pratica, la terapia consiste nel prelievo di cellule dal midollo osseo dei pazienti, la loro manipolazione in vitro (incubazione delle cellule staminali per 2 ore in una soluzione18 micromolare di acido retinoico), e infine la loro infusione nei pazienti stessi. Vannoni – prima di consegnare al ministero della Salute il protocollo Stamina necessario per l’eventuale avvio della sperimentazione – ha ripetutamente evitato di rivelare i dettagli del suo metodo al di là di quelli disponibili nella sua domanda di brevetto, respinta nel 2012 l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti per mancanza di dettagli riguardo alla metodologia e per i fortid ubbi circa la differenziazione cellulare.

Per approfondire: Le tappe della vicenda

Il primo Comitato istituito dal ministero della Salute lo ha bocciato all’unanimità, esprimendo un parere negativo sull’opportunità di iniziare la sperimentazione clinica. Nel rapporto dei periti il metodo è stato bocciato perché “privodi consistenza scientifica” e potenzialmente pericoloso per la salute dei pazienti. Rapporto in qualche modo inficiato da una sentenza del Tar che aveva indotto il ministro Lorenzin a nominare un nuovo comitato di esperti, che ha nuovamente bocciato il metodo. 

Gli avvocati di Vannoni: la ricerca può continuare all’estero

“L’esperienza di Vannoni in Italia è terminata, ma non è detto che non possa continuare all’estero, in Paesi dove le leggi lo permettono”. Con questa parole, al termine del processo in cui aveva patteggiato 1 anno e 10 mesi per truffa, gli avvocatro di Vannoni avevano lasciata aperta la porta di un proseguimento all’estero del metodo del loro assistito. Il patteggiamento, scrive ancora Repubblica, era stato avallato dalla procura di Torino con l’impegno a non proseguire con il metodo Stamina. In questi due anni gli inquirenti, guidati prima dal pm Raffaele Guariniello e poi dall’aggiunto, Vincenzo Pacileo, hanno seguito le sue attività proprio in Georgia. La sospensione della pena, ottenuta due anni fa, potrebbe essere revocata in caso di nuovo condanna.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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