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Fertility Day, il cattivo gusto colpisce ancora

Articolo di Susanna Turco (espresso.it 21.9.16) “Nuova bufera sull’iniziativa. Il migliore dei nuovi opuscoli ministeriali ha una copertina così ardita, nel suo sapore di razzismo, da risultare incredibile”

“”Si vede che lo scivolone è inevitabile, oppure che se lo cerca. Queste, per la cronaca, le sue ultime parole famose: “La campagna non è piaciuta? Ne facciamo una nuova. #fertilityday è più di due cartoline”. Così diceva Beatrice Lorenzin il primo settembre, dopo che una specie di ciclone social si era abbattuto contro le pubblicità al fertility day, e dopo che pure il premier Renzi aveva preso le distanze. Ecco, a guardare i nuovi opuscoli del ministero della Salute, viene quasi nostalgia della clessidra-da-orologio-biologico che faceva da messaggio guida della campagna ritirata. Siamo passati da “Sbrigati, non aspettare la cicogna”, a una specie di indicibile: svegliati, non avvicinare il nero.
Belli, sani e ariani nella parte superiore dell’immagine, dal titolo “le buone abitudini da promuovere”; capelloni, ragazze simil hippy, ragazzi di colore nella parte inferiore, sormontata dal titolo “i cattivi compagni da abbandonare”.Il migliore dei nuovi opuscoli ministeriali ha proprio questa copertina: così ardita, nel suo sapore di razzismo, da risultare incredibile. Se non altro perché salta a piè pari almeno vent’anni di messaggi pubblicitari sempre più ossessivamente politically correct. E peraltro proprio mentre si occupa di un tema che ha già dimostrato (ce ne fosse stato bisogno) di essere particolarmente delicato.
Comunque, è attraverso questa immagine che la ministra Lorenzin intende veicolare il messaggio: bisogna vivere in un certo modo – capelloni no, alcol no, fumo no, pelle nera no – per preservare la propria fertilità. Il che lascia attoniti. Così come del resto, dentro l’opuscolo, spiega che la “sindrome da divano”, ossia la pigrizia, tende a favorire il sovrappeso e quindi fra l’altro a far calare la famosa fertilità: a corredo di tutto, l’immagine una ragazza stesa sul divano, appena sovrappeso, e di certo perfetta per rappresentare un nuovo punto polemico dell’intera campagna.
Che del resto giusto adesso ha il suo culmine, con i convegni pronti a celebrarsi in alcune città, e a questo punto anche le contro manifestazioni che si celebreranno in altre. E con il sapore finale di una specie di nausea da sovraesposizione al messaggio. Chissà se era questo l’obiettivo della campagna, probabilmente no.””

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