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Fidel Castro: l'annuncio in tv, il gelo, la lunga notte di Cuba

Roma – E’ quasi mezzanotte a L’Avana. In un appartamento alla periferia della città, Leo e Clarita Rodriguez guardano la tv in silenzio. Gli occhi sbarrati. E’ appena terminato il messaggio alla nazione del presidente cubano Raul Castro. Per lunghi minuti, Leo e Clarita non proferiscono parola, restano lì, come in uno stato di trance. “El Caballo è morto”. Fidel non c’è più.

Addio a Fidel Castro, il padre della rivoluzione

Solo pochi cubani sono connessi a Internet. La notizia della morte di Fidel Castro è entrata nelle case attraverso la radio e la tv con la voce commossa del fratello Raul: “Hasta la victoria, siempre!” (VIDEO)

Fidel, 90 anni per Cuba – Le immagini

A raccogliere le testimonianze dei cubani sono Jonathan Watts e Ted Francis del quotidiano britannico Guardian.

La storia di Leo e Clarita  

Leo Rodriguez lavora in aeroporto a L’Avana. E’ un devoto ‘Fidelista’ che con orgoglio espone alla finestra la bandiera della rivoluzione. Leo ha conosciuto Clarita all’Unione dei giovani comunisti. Entrambi sono sicuri che Plaza de la Revolucion “sarà stracolma” per Fidel, piena di cubani che oltre a voler rendere omaggio al lider maximo, vogliono ringraziarlo per aver dato a tutti una casa, l’istruzione e l’università gratuite e un sistema sanitario a costo zero.

Le lacrime di Mariana Valdes: “Siamo Fidelisti, ma non comunisti”

Nell’appartamento accanto, la 36enne Mariana Valdés racconta di aver pianto per la morte di Fidel. Mariana spiega di odiare le restrizioni alla libertà di espressione, imposte dal regime, e di aver a lungo auspicato la fine della “dittatura” a Cuba. “Ma comunque ho pianto, noi cubani siamo Fidelisti, anche se non siamo comunisti”.

Il senso di vuoto

Una sensazione di vuoto. Una perdita. Un lutto. “Sono senza parole, molti cubani sono sgomenti”, racconta Mercedes Copa, una casalinga di 59 anni. “La morte di Fidel apre un periodo di incertezza, forse oggi è l’inizio di una nuova stagione della storia cubana”, commenta la vicina di casa, Irma Guzman.

Anche gli oppositori sono senza parole

La giornalista cubana Marita Pérez Diaz ha lasciato da tempo il Paese. Marita ha a lungo desiderato un cambiamento politico a Cuba, ma confessa di essere sconvolta per la morte di Fidel. “E’ una cosa enorme, è la morte del simbolo di un’era. Sarà devastante per la generazione dei miei genitori e dei miei nonni. Ma anche i giovani, che conoscono tutti gli errori di Castro, lo rispettavano e lo ammiravano. E’ una delle figure più importanti del 20esimo secolo, una delle persone più influenti della storia”.

“Dittatore brutale”, “secondo padre”: ecco tutte le reazioni alla morte di Fidel

L’attivista cubana Rosa Maria Paya vive negli Stati Uniti. “Oggi è morto il simbolo del terrore, ma non il terrore in sè. Dobbiamo ancora seppellire il totalitarismo”, scrive sul suo profilo Twitter.

 

Today a symbol of terror dies, but not terror itself. That we still have to burry along with totalitarianism
We will with #Cubadecide.org pic.twitter.com/pFdI03vb8O

— Rosa María Payá A. (@RosaMariaPaya) 26 novembre 2016

 

 

Per approfondire:

 

@giorgiobaglio

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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