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Figli delle stelle o figli delle scimmie?

12782283_10206920070734390_664912118_n[1]Ultimamente non si fa che parlare di un’ipotetica ibtidazione aliena sul DNA dei nostri antenati. Si è andati prepotentemente su questo versante dopo la scoperta di un gene che sarebbe emerso già ‘operativo’ da DNA non codificante, in un periodo di tempo sorprendentemente breve. I ricercatori hanno trovato nel DNA umano un gene che pare sia legato allo sviluppo del cervello e che appartiene solo alla nostra specie. Tale scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications, ed appartiene ad un team internazionale di ricercatori guidati dal Dr. Martin Taylor, dell’Istituto di Genetica e Medicina Molecolare presso l’Università di Edimburgo.

 La scoperta ha compiuto un importante passo in avanti per aiutare a identificare la natura umana in termini di evoluzione. Infatti, si è stabilito che, un gene coinvolto nello sviluppo del cervello e chiamato miR-941, è apparso dopo la divergenza uomo-scimpanze. Questo gene è molto attivo in due aree del nostro cervello che svolgono delle importantissime e avanzate funzioni cerebrali che controllano sia le nostre decisioni che le nostre competenze linguistiche.

Queste le parole del Dr. Martin Taylor a seguito della scoperta: “Come specie, gli esseri umani sono meravigliosamente inventivi sia socialmente che tecnologicamente, e siamo in continua evoluzione. Questa ricerca dimostra che siamo in grado di innovarci pure a livello genetico.” conclude il Dott. Taylor.

Come voi stessi potete leggere, il Dr. Taylor spiega chiaramente che siamo in grado di innovarci anche a livello genetico, attribuendo tale capacità all’uomo e non ad un ipotetico intervento esterno da parte di civiltà extraterrestri, come vogliono far credere i seguaci di Rael.

Detto questo, è innegabile che molti miti e leggende parlano di dei venuti dalle stelle, carri volanti ecc., come spiegarli?

Dobbiamo innanzitutto ricordare che l’uomo cosidetto primitivo non aveva l’elettricità a sua disposizione e l’atmosfera non era alterata da forme di inquinamento come oggi, quindi al tramonto vedeva la volta celeste molto chiaramente, iniziando ad antropomorfizzare le varie costellazioni sotto forma di animali o altre raffigurazioni, ed ogni evento cosmico, o naturale come fulmini, uragani, terremoti e via dicendo venivano spiegate attraverso interventi sovrannaturali da parte di dei celesti. Dal punto di vista antropologico la spiegazione è molto semplice: l’uomo cercava di controllare eventi di cui aveva paura, rendendo vive entità astratte che aveva lui stesso creato e con cui si rapportava attraverso la preghiera ed offerte. Fu cosi che dopo la caduta di un asteroide, 12900 anni fa, nacquero i primi due culti: quello del sole e della dea madre. Difatti nove istituzioni di ricerca pubblica e tre gruppi di ricerca privati hanno individuato in Nord America, sull’isola di Santa Rosa, insieme con archeologi e geologi dell’università dell’Oregon, California, Northern Arizona ed Oklahoma, una “pioggia” di nano diamanti con reticolo cristallino esagonale contenuta in sferule di carbonio ed una abbondanza di iridio sotto quattro metri di sedimenti, risalenti più o meno a 12.900 anni fa. Questi recenti ritrovamenti sono le testimonianze e gli indicatori di un impatto cosmico avvenuto in un remoto passato, poiché queste microstrutture cristalline si formano solamente ad altissime temperature e pressione.

Douglas J. Kennet, archeologo dell’Università dell’Oregon, afferma che la Lonsdaleite si forma solo durante questi impatti; infatti questo tipo di diamante si ritrova solamente nelle meteoriti o nei crateri da impatto. I frammenti del meteorite si sarebbero dispersi in una vasta area del Nord America, come dimostrano i crateri ritrovati in questa zona, arrivando fino al Belgio, per infine provocare la fine della prima civiltà americana dei paleo-indiani Clovis, e dei Mammuth. Dai carotaggi della Groelandia si è notato un improvviso aumento della temperatura di venti gradi Celsius che determinò la deglaciazione del Nord America ed il successivo instaurarsi dello Younger Dryas, o piccola era glaciale.

Difatti l’enorme temperatura che si sviluppò a seguito dell’impatto determinò lo scioglimento di enormi ghiacciai, compresi quelli che tenevano separate le acque del lago Agassiz (un lago situato nella regione dei grandi laghi in Canada),facendo in modo che un enorme quantità di acqua dolce si riversasse nell’oceano Atlantico, alterando il meccanismo della pompa salina. Questo portò al blocco della Corrente del Golfo con il successivo instaurarsi dell’ultima era glaciale, probabilmente causata dallo scivolamento verso meridione di un’enorme quantità di aria freddissima intrappolata sopra il Circolo Polare Artico che si scontrò con le correnti di aria calda e con le acque oceaniche riscaldate, generando una tempesta globale che riversò in gran parte dell’emisfero boreale miliardi di metri cubi di neve che congelarono a causa delle bassissime temperature.

Quest’ipotesi è suffragata dal fatto comprovato che sono stati ritrovati Mammoth con la proboscide alzata e cibo ancora in bocca, come sorpresi dall’area freddissima di questa tempesta che li congelò istantaneamente.

Enormi quantità di acqua dolce dei ghiacciai e di acque oceaniche evaporarono nell’atmosfera conglomerandosi al diossido di zolfo ed a ceneri laviche, eruttati da numerosi vulcani che si riattivarono in seguito all’impatto del meteorite che rilasciò con esso un’immensa quantità di polvere. Il materiale cadde sottoforma di pioggia resinica per moltissimi giorni rendendo sterili i terreni e generando in oltre duecento regioni del pianeta la “leggenda del diluvio universale”, che trova, ora, una sua concretizzazione.

Gran parte di questi miti e leggende ci raccontano di una pioggia sporca e appiccicosa che cadde ininterrottamente per moltissimi giorni.

L’impatto del meteorite causò lo spostamento dell’asse terreste di almeno 2.000 chilometri tale da farle assumere la sua posizione odierna: 23 gradi di inclinazione sull’eclittica ed un conseguente sensibile rallentamento della velocità di rotazione terrestre1.

A riprova di ciò moltissimi astronomi di civiltà antiche del centro America, dell’Egitto e della Mesopotamia avevano calcolato la durata del loro anno in 360 giorni a differenza degli attuali 365, in quanto i loro dati astronomici provenivano dalle civiltà preesistenti all’impatto cosmico.

Altra prova consiste nel fatto che numerosi miti di molti popoli ci narrano di epoche remote in cui non vi erano stagioni, il che ci testimonia una condizione propria nel caso in cui l’asse terrestre non fosse inclinata.

L’impatto spiega inoltre l’estinzione di trentacinque tipi di mammiferi tra cui i Mammoth, Tigri dai denti a sciabola, Cervi giganti, Lupi Famelici, Castori giganti ed ancora moltissimi altri tipi di specie animali tra cui sono comprese anche diciannove specie di volatili.

I cibi ritrovati nello stomaco e nella bocca dei Mammoth congelati ci apportano una fondamentale testimonianza di una ricca flora appartenente ad un clima temperato che oggi ritroviamo, in parte, soltanto in zone come l’Africa orientale. Oltre a questo ci è testimoniata anche una drastica diminuzione delle temperature forse dovuta ad un uragano di gigantesche dimensioni composto da aria freddissima che congelò immediatamente tutto ciò con cui veniva a contatto.

Prima di questo cataclisma dunque terre come la Siberia le Isole Artiche, l’Alaska settentrionale, la Norvegia e la Beringia godevano di climi temperati e tropicali. Non avendo più un punto di riferimento per orientarsi durante i lunghi spostamenti e migrazioni, quattrocento anni dopo l’impatto iniziarono a sorgere, in vari luoghi dei continenti, monumenti piramidali allineati alla stella Sirio ed alle tre stelle della cintura di Orione.

Oggi, grazie all’archeoastronomia, facendo muovere a ritroso nel tempo la volta celeste si è riusciti a datare la loro costruzione nel 10.500 a.C., ovvero 12.500 anni or sono e quattrocento dopo l’avvenuta catastrofe.

La prima considerazione che ci viene da fare è che senza un retaggio tecnologico avanzato sopravvissuto alla grande distruzione sarebbe stato impossibile realizzare tali megaliti e/o monumenti, con enormi pietre dal peso di decine di tonnellate perfettamente incastrate tra loro, a soli quattrocento anni di distanza dal catastrofico evento! Erodoto nella sua opera “Le Storie”, facendo il calcolo dei re che hanno regnato in Egitto, afferma che alla sua epoca (485-425 a.C.) la civiltà egiziana era già vecchia di 11.340 anni, retrodatandola al 13.500 a.C., in età prediluviana. Le piramidi e la Sfinge furono quindi con ogni probabilità ristrutturate, e non costruite, dall’antico popolo Egizio a noi noto.

Questo catastrofico evento probabilmente generò anche la nascita delle prime forme di religione: il culto della Madre Terra e l’adorazione del Sole. Come meccanismo difensivo di risposta i posteri dei superstiti, a cui venne tramandato il resoconto di quell’infausto evento, cercarono di rendere vive queste due entità attraverso offerte e preghiere (fino alla ricorrenza, in casi estremi, di sacrifici umani) affinché il Sole non si oscurasse più e sorgesse dopo il suo tramonto ogni mattino; e la terra continuasse a produrre cibo, così come il parto di una donna dopo la gestazione.

Nacquero così le prime forme mediatiche tra l’uomo e questi dèi che, legandosi al potere politico-economico nato con il formarsi delle prime civiltà stanziali a seguito della scoperta dell’agricoltura, coercizzeranno i popoli a loro favore ed a loro vantaggio attraverso la nascita di una struttura piramidale di potere. Il retaggio di questi racconti potrebbe aver influenzato i miti e le leggende che sono arrivati a noi fino ad oggi? Potrebbe spiegare i passi dell’A.T. dove si fa riferimento a déi carnali come Yahweh e gli Elohim, di cui parla Mauro Biglino che ha sempre lasciato aperto il campo di spiegazioni a tutte le ipotesi? Secondo noi non solo è possibile, ma molto probabile e molto più plausibile di ipotetici interventi alieni che seguendo questa ipotesi dovrebbero aver invaso il nostro pianeta in ogni luogo e tempo, visti i numerosi miti di tutte le culture che fanno riferimento ad esseri mitologici.

Alessandro De Angelis ricercatore di storia delle religioni e di cristianesimo primitivo

1Lo spostamento di 23 gradi sull’asse dell’eclittica portò al movimento processionale, per cui la volta celeste non apparse più ferma, ma in movimento. Questo portò l’uomo a raggruppare le costellazioni ed a renderle antropomorfe per meglio orientarsi durante i lunghi spostamenti. Il sole veniva idealmente posto al centro dello zodiaco e si immaginava che viaggiasse nelle 12 costellazione a mo’ di GPS (Global Positioning System).

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