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Figlio di un Vaticano Minore

Matteo RenziÈ vicino alla Chiesa. Ma non ha interlocutori Oltretevere. E tiene le distanze per non deludere la sinistra Pd. Perché Matteo Renzi propone le civil partnership chiudendo ai matrimoni gay.
di Antonino D’Anna –

Matteo Renzi e il mondo cattolico? Pier Luigi Bersani era – paradossalmente – messo meglio.
L’ex segretario del Partito democratico venuto da Bettola, in provincia di Piacenza, che citava papa Giovanni nella campagna per le primarie 2012 e che definisce Francesco «una grazia di Dio», era molto amato e apprezzato nel mondo di Comunione e liberazione.
Insomma, tra Bersani e il mondo cattolico se non amore, c’era almeno feeling. Ma non è un caso.

BERSANI ALLA CORTE DI CL.
Come in una specie di Mondo piccolo reloaded, nell’Emilia degli Anni 80 e 90 le Coop continuavano a esistere,

ma anche a collaborare con le realtà imprenditoriali legate a Cl. E guarda caso proprio nel Piacentino, dove il rosso poteva stemperare in un rosé che ha permesso a Bersani di presentarsi al meeting di Cl prima nel 2003 e poi nel 2006: in entrambe le occasioni raccogliendo entusiasti consensi dalla platea.

GLI APPLAUSI DEI CATTOLICI.
La prima volta disse che, morti tutti i movimenti del Sessantotto, «l’ideale lanciato da Cl negli Anni 70 è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare, è lo stesso ideale che è alla base delle cooperative, un dare per educare». E furono applausi.
Tre anni dopo rivelò l’impensabile: «Quando nel 1989 Achille Occhetto volle cambiare il nome del Partito comunista italiano, per un po’ pensò di chiamare il nuovo partito Comunità e libertà. Perché tra noi e voi le radici sono le stesse». E il pubblico andò in visibilio.

OLTRETEVERE, SOSPIRI SU RENZI.
Ma attenzione, perché avere l’apprezzamento di Cl in quegli anni rappresentava molto, ossia un sostegno e una ‘chiave’ vaticana non da poco. Si trattava di interlocutori molto attenti e pronti a dare il loro contributo specie Oltretevere, dove i movimenti sono da sempre in cerca di un posto al sole. E quello del movimento fondato da don Luigi Giussani era (lo è tuttora, sebbene un po’ appannato) un bel posto: è per questo che, quando si pensa all’attuale posizione di Renzi, c’è chi Oltretevere sospira.

L’ex rottamatore si tiene a distanza dal Vaticano per compiacere la sinistra Pd

È vero, il segretario del Pd può vantare una vicinanza a Cl e la nascita in un ambiente cattolico. Ma è senza interlocutori davvero forti in grado di permettergli di trattare con la Santa sede. E, più in generale, mantiene un’attenta distanza dal mondo cattolico per piacere ai suoi dentro il partito (sono quelli di sinistra-sinistra che mal digeriscono un ex biancofiore – o comunque di origini cattoliche – alla guida del partito erede – anche – del Bottegone).
Ma il sindaco di Firenze è molto scaltro, e al punto giusto può far fruttare la sua capacità di manovra.

PAPA LONTANO DALLA POLITICA.
Chiariamo anche un altro punto: il modo di gestire la Chiesa di Jorge Mario Bergoglio non è quella di Joseph Ratzinger né, quello della scuola di Camillo Ruini alla quale l’attuale presidente della Conferenza episcopale italiana Angelo Bagnasco in qualche modo si ispira.
Al papa piace puntare più sui temi sociali che su quelli etici e bioetici. E la politica interessa relativamente poco. Però, e qui è la differenza, ci sono punti fermi che non si devono superare. E Renzi lo sa.

I MATRIMONI GAY SONO UN RISCHIO.
Non sono pochi quelli che, sia Oltretevere sia al Nazareno, hanno compreso la capacità di manovra dell’ex rottamatore. Secondo questi osservatori, spiegano a Lettera43.it, il sindaco di Firenze non ha intenzione di giocare il giubbotto di pelle (e la segreteria Pd) per il matrimonio gay. È infatti troppo accorto per non sapere che nell’Italia di oggi le elezioni si vincono per un pugno di voti. E che, seppure decimato dall’insuccesso dell’operazione Scelta civica, l’elettorato cattolico esiste ancora.
Sono un pugno di voti, molto spesso di orfani della Democrazia cristiana o comunque con una forte identità cattolica, che non si possono perdere perché possono essere decisivi.
Quindi la domanda è: che fare?

Oltretevere preferiscono i Dico, anche se nel 2006 bocciarono la proposta di Bindi

La soluzione, dicono al Nazareno – e commentano Oltretevere – è molto semplice: riprendere il progetto dei Dico, le unioni proposte al tempo del secondo governo di Romano Prodi da Rosy Bindi e che furono pesantemente stroncati dalla Chiesa nel 2006.
Fu bocciato in pieno il progetto della pasionaria ex Dc e Prodi si proclamò «cattolico adulto».

LETTA RESTA APPREZZATO.
Poi il governo andò in frantumi e a riprendere quota in Vaticano fu Silvio Berlusconi che nel 2008 vinse le elezioni. Aveva con sé il ‘cardinale’ della politica Gianni Letta, quello a cui il nipote Enrico si ispira (e anche in questo è molto diverso da Renzi: Letta il giovane ha chiare radici Dc come Angelino Alfano, e non fa mistero di averle), e i rapporti con la curia di Tarcisio Bertone filarono sufficientemente lisci almeno fino all’estate 2009, quella degli scandali sessuali del Cavaliere e del successivo caso Boffo. Ma questa è altra storia.

STOP ALLE ADOZIONI OMOSEX.
Adesso l’aria è cambiata e sì, Oltretevere i Dico potrebbero a denti stretti passare.
Discorso diverso, si viene avvertiti al di là del Portone di bronzo, nel caso in cui Renzi decidesse di proporre adozioni alle coppie omosex o matrimoni più o meno definiti tali: perché in quel caso la reazione sarebbe forte.
Ma il segretario del Pd è accorto e sa fino a che punto può rischiare la segreteria, il posto da premier e il giubbotto da Fonzie.

Sabato, 04 Gennaio 2014

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