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Figlio Erdogan indagato, Procura di Bologna chiede archiviazione

Bologna – La Procura di Bologna ha chiesto l’archiviazione nell’inchiesta per riciclaggio su Bilail Erdogan, figlio del presidente turco Recep Tayyip. L’inchiesta era partita da un esposto presentato dall’esponente di una famiglia che si oppone al partito islamico-conservatore Akp e che al momento vive in Francia con lo status di rifugiato politico.

Per due volte, nel corso delle indagini, i magistrati bolognesi hanno chiesto di sentire l’autore dell’esposto ma questi non ha dato la propria disponibilita’ e quindi l’audizione non e’ avvenuta. Nel corso delle indagini non sono emersi riscontri rilevanti sull’ipotesi di riciclaggio.

L’inchiesta della Procura di Bologna su Bilal Erdogan era diventata, suo malgrado, un vero e proprio caso diplomatico internazionale. Il presidente turco, infatti, aveva attaccato senza mezzi termini i magistrati italiani per il fascicolo sul figlio (“l’Italia si occupi piuttosto della mafia”). Secca la risposta del premier Matteo Renzi in difesa dello “Stato di diritto” e dei giudici. Sul fronte dell’inchiesta per riciclaggio, nata da un esposto di un rifugiato politico che si oppone al partito islamico-conservatore Akp e che al momento vive in Francia, trascorsi sei mesi dall’avvio delle indagini preliminari la Procura aveva chiesto la proroga delle indagini poi concessa dal gip. Nel corso degli accertamenti di inquirenti ed investigatori non sono emerse circostanze che possano provare il reato di riciclaggio. Pertanto la Procura di Bologna ha chiesto l’archiviazione che verra’ poi inoltrata dal gip il quale dovra’ pronunciarsi sulla posizione di Bilal Erdogan. Il figlio del presidente turco era arrivato a Bologna nell’autunno 2015, per riprendere gli studi alla Johns Hopkins University per poi lasciare l’Italia nel marzo scorso.(AGI) 

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