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Fillon corre per l'Eliseo, 'gollista' amico di Putin

Roma – Serio, discreto e austero: sono i tre aggettivi che meglio descrivono il cattolicissimo Francois Fillon, che ha conquistato stasera la candidatura all’Eliseo sconfiggendo nettamente il rivale Alain Juppè (a metà scrutinio il distacco era netto:  68,6% dei voti a Fillon mentre Alain Juppeì era fermo al 31,4%). Il 62enne ex premier sotto Nicolas Sarkozy, dal 2007 al 2012, è un liberista in economia che ha come modelli politici il generale Charles de Gaulle e l’ex premier britannico, Margareth Thatcher ed è considerato amico del presidente russo Vladimir Putin che ha incontrato più volter quando entrambi erano premier. Quando nel 2012 morì la mamma di Fillon, Anne, Putin lo accolse con una bottiglia di vino francese pregiato del 1931, l’anno di nascita della madre.

Figlio di un notaio, ha un passato da studente irrequieto che gli costò l’espulsione dai licei privati. Dopo la laurea in giurisprudenza entrò in politica avvicinandosi al gollismo sociale di Philippe Seguin. Nel 1981 fu tra i pochi gollisti a votare per l’abolizione della pena di morte e nel 1992 sostenne il No alla ratifica del trattato di Maastricht. Dopo l’esperienza alla guida del governo, nel 2012 fu sconfitto a sorpresa da Jean-Francois Copè per la successione a Sarkozy alla guida del partito post-gollista. Sposato con Penelope Kathryn Clarke, di origine gallese, conosciuta al liceo e madre dei suoi cinque figli. Fino a due settimane prima del voto Fillon appariva in grave ritardo su Alain Juppè e Nicolas Sarkozy, ma il “terzo uomo” ha realizzato una spettacolare rimonta fino a raccogliere al primo turno il 44% dei consensi e stasera oltre il 68%.

Il programma di Fillon: rivedere tetto delle 35 ore lavorative settimanali, linea dura su immigrati

Il suo programma ultraliberista è esposto nel pamphlet “Faire”: eliminare 500mila posti nella pubblica amministrazione, tagliare di 50 miliardi i contributi sociali per le aziende e abolire la tassa patrimoniale per i ricchi. Se approderà all’Eliseo le 35 ore lavorative settimanali non saranno più intoccabili e sogna un contratto unico flessibile. Linea dura sugli immigrati per i quali vorrebbe quote annuali da far votare in Parlamento. Fillon ha anche promesso di portare la Francia fuori dalla Corte europea dei diritti dell’uomo dopo che ha frenato le espulsioni degli imam radicalizzati. E’ contrario alla legalizzazione dell’utero in affitto e alle adozioni per i gay. D’estate trascorre spesso le sue vacanze a Capri, dove nel 2012 ebbe un incidente in scooter in cui si fratturò un piede. Nato a Le Mans adora correre nella versione storica delle 24 ore. L’ultima volta su un’italianissima Alfa Romea Giulietta Szt del 1962.

La promessa di Francois Fillon: recuperare l’orgoglio di essere francesi

 Nelle sue prime parole dopo la conquista della candidatura Fillon ha promesso di “combattere l’estremismo che ha dichiarato guerra” alla Francia, riferimento alla serie di attentati di matrice islamista (Isis e al Qaeda nella Penisola Arabica) che hanno insanguinato il Paese dal gennaio 2015 da Charlie Hebdo, al massacro di Parigi il 13 novembre, a Nizza il 14 luglio 2016. Il candidato della destra gollista francese alle presidenziali del 2017 ha  poi promesso: “Difenderò i valori francesi” aggiungendo che “nessuno dovrà sentirsi escluso nella società francese e i bambini francesi torneranno ad essere orgoliosi di esserlo” perchè “la presidenza (del socialista Francois) Hollande è stata patetica. Ora dobbiamo ristrutturare il Paese come non è stato fatto per 30 anni”.

Presidenziali francesi: analisti vedono sfida al ballottaggio Francois Fillon-Marine Le Pen

Francois Fillon il 23 aprile correrà al primo turno alle presidenziali francesi, aprendo una grande ipoteca per conquistare al ballottaggio del 7 maggio l’Eliseo, sconfiggendo, secondo gli analisti, la leader dell’estrema destra (Front National) Marine Le Pen. Quest’ultima, data da tutti avanti al candidato socialista al primo turno, riuscirà a ripetere il fenomeno di coagulare tutte le forze politiche contro di lei per impedire all’estrema destra di espugnare l’Eliseo. Come accade nel 2002 quando il padre Jean-Marie a sorpresa battè al primo turno l’allora premier socialista Lionell Jospin. Al ballottaggio il presidente uscente Jacques Chirac, gollista, fu riconfermato trionfalmente. Candidato socialista che è ancora un’incognita a soli 18 giorni dalla scadenza del 15 dicembre entro cui candidarsi alla primarie del 22 e del 29 gennaio 2017. Il presidente Francois Hollande scioglierà la riserva da domani e il premier Manuel Valls potrebbe sfidarlo. Questo solo per citare i due possibili sfidanti principali nella multiforme galassia della gauche che altre volte ha manifestato pulsioni divisive al suicidio politico. Residuali le chance dell’ex ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, enfant prodige, candidatosi con il suo movimento ‘En Marche’.

Per approfondire:

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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