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Fine vita, e’ ora di parlarne

Articolo di Guglielmo Pepe (Repubblica 25.3.14)

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Per scuotere il Parlamento servono a volte atti di forza. Perché solo dopo lo sciopero della fame di Carlo Troilo, consigliere dell’Associazione Luca Coscioni, e il conseguente richiamo del presidente Giorgio Napolitano, affinché l’Istituzione non ignori “il problema delle scelte di fine vita”, qualcosa si è mosso tra le forze politiche per iniziare a discuterne. Non molti sono disposti a confrontarsi sul diritto di vivere e di morire, sull’autodeterminazione, sul significato dell’esistenza, sulla sofferenza, sulla malattia quando non lascia più alcuna speranza. Eppure negli ospedali muoiono ogni anno migliaia di persone (quante non si sa, nessuno indaga sull’argomento), perché rinunciano alle cure. È una “desistenza terapeutica” che medici e infermieri conoscono benissimo. Prendere atto di questa realtà significa affrontare la discussione su Eutanasia, Testamento biologico, Suicidio assistito, argomenti sui quali i partiti sono divisi tra di loro e, spesso, al loro interno. Bisogna auspicare un dibattito sereno, non condizionato da pregiudizi ideologici e religiosi. Di certo la fine della vita riguarda tutti. Abbiamo il diritto di affrontarla liberamente e con dignità.””

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