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Fine vita, la vergogna dell’Italia

Mentre in Belgio 15 ospedali cattolici dicono sì all’eutanasia, respingendo il tentativo di veto del Vaticano, in Italia tutto è immobile sul biotestamento per la valanga di emendamenti dei fedelissimi di Alfano.

di Carlo Troilo

I 15 ospedali cattolici belgi che fanno riferimento alla congregazione dei “Fratelli della carità” e che applicano l’eutanasia anche su pazienti psichiatrici non terminali hanno risposto picche al Vaticano (e allo stesso Papa Bergoglio), che li hanno formalmente invitati a desistere da questa pratica. Ad agosto il Vaticano aveva fatto giungere un ultimatum, minacciando sanzioni canoniche per i religiosi che avessero partecipato o avallato le decisioni di eutanasia. I Fratelli della Carità hanno risposto che l’eutanasia è il linea con la pietas cristiana. Pur riconoscendo che scopo principale è la “difesa della vita”, essi sostengono la necessità di tenere in considerazione “la sofferenza insopportabile” e quindi la richiesta dei pazienti di ricorrere all’eutanasia, che viene concessa “solo se non esiste più possibilità di fornire una prospettiva di trattamento ragionevole” ma anche se i malati non sono in fase terminale.

La vicenda si inserisce nel processo incessante di distacco dei cittadini belgi dal Cattolicesimo: a Bruxelles solo 12 cittadini su 100 professano la religione cattolica, contro 19 mussulmani. Come ha documentato il quotidiano “La Libre”, metà delle Chiese storiche cattoliche rischiano la chiusura o la vendita e la ristrutturazione per scopi non religiosi.

In Belgio la commissione governativa di controllo sulla attuazione della legge che nel 2014 ha legalizzato l’eutanasia per i minori rende noto che in tre anni vi sono stati solo 2 casi di messa in atto della legge (entrambi nel 2016): l’eutanasia  è possibile solo per i minori che siano malati terminali.  Dati simili dall’Olanda, dove si sono verificati solo 5 casi in 10 anni dalla approvazione della norma sulla eutanasia per minori.

In Italia, benché i promotori della legge sul biotestamento abbiano rinunciato alla eutanasia, la legge in materia, già approvata alla Camera, rischia seriamente di non essere approvata in Senato perché sommersa da tremila emendamenti, metà dei quali presentata da due senatori facenti capo ad Alfano, che pure alla Camera aveva votato a favore della legge: ostruzionismo e ricatto politico i vista delle elezioni di primavera.

Eppure si tratta di una legge equilibrata, che porterebbe a tre risultati molto positivi.

1) Renderebbe vincolanti per i medici, cum grano salis, le dichiarazioni di volontà contenute nelle DAT (nella sigla la “D” non sta più per “dichiarazioni”, come è stato per anni, ma per “disposizioni”: una dicitura molto più pregnante dal punto di vista giuridico).

2) Cadrebbe l’eterna disputa su alimentazione e idratazione artificiali, che non possono più essere considerate come “sussidi vitali” ma sono definite “terapie”, in quanto tali rinunciabili dal malato in forza dell’articolo 32 della Costituzione, per il quale “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario”.

3) Il medico può ricorrere alla sedazione profonda continua “in presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari”, in associazione con la terapia del dolore e con il consenso del paziente.

Se questa legge fosse già stata in vigore, grazie alla norma del punto 2) non si sarebbero verificati gran parte dei casi clamorosi degli ultimi dieci anni (Welby ed Englaro, per citare solo i due più noti) e grazie a quella di cui al punto 3) si sarebbero evitati molti dei mille suicidi di malati che si verificano ogni anno in Italia. Infatti, trattandosi per lo più di malati terminali, essi avrebbero potuto morire serenamente nel proprio letto grazie ad una sedazione, anziché essere spinti dalla disperazione al loro gesto estremo.

Pur condividendo in pieno la legge sullo “ius soli”, mi chiedo perché il governo, volendo rischiare la crisi su una battaglia su diritti civili, non ponga la fiducia sul biotestamento, sapendo che l’80% degli italiani è a favore della legge.

(19 settembre 2017)

“Non fate morire la legge sul biotestamento”. L’appello dell’Associazione Coscioni al Pd

http://temi.repubblica.it/micromega-online/fine-vita-una-vergogna-italiana/

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