TwitterFacebookGoogle+

Fmi: "per Italia rischio impatto Grecia. Ripresa ancora fragile"

(AGI) – Roma, 7 lug. – “Se non contrastati da una robusta risposta a livello europeo, gli sviluppi avversi in Grecia potrebbero avere un impatto sostanziale sull’Italia in termini di effetti sulla fiducia, sebbene l’esposizione diretta sia limitata”. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale in uno studio pubblicato al termine delle consultazioni ex Articolo IV.

Il debito pubblico italiano, si legge ancora nel rapporto, “e’ sostenibile ma soggetto a rischi significativi” a causa della sua entita’. Per il Fondo monetario internazionale i problemi maggiori “derivano da uno scenario di stagnazione, in cui la crescita e l’inflazione rimangono molto bassi per un prolungato periodo di tempo”. In particolare, il Rapporto diffuso al termine delle consultazioni ex Articolo IV prevede nello scenario base che il rapporto tra debito e Pil raggiunga un picco al 133% nel 2015, prima di declinare al 123% nel 20120, “con un profilo piu’ basso rispetto a un anno fa grazie ai minori tassi d’interesse”.

“L’economia italiana sta gradualmente emergendo da una prolungata recessione”, aggiunge il Fmi, secondo cui il Pil del nostro paese crescera’ dello 0,7% quest’anno per poi accelerare all’1,2% il prossimo, anche grazie al pieno dispiegarsi degli effetti del quantitative easing della Bce. Promossa l’azione del Governo italiano sui conti pubblici. “L’attuale politica fiscale”, si legge nel Rapporto, “ha il giusto equilibrio tra sostenere la crescita economica e ridurre il debito pubblico”. In particolare, secondo i tecnici di Washington, il rapporto tra deficit e Pil si attestera’ al 2,7% quest’anno per poi scender al 2,1% il prossimo. Il debito salira’ invece al 133,3% nel 2015 per poi ricollocarsi al 132,1% nel 2016.

L’effetto combinato del Jobs Act e della ripresa economica fara’ calare la disoccupazione che in Italia resta ancora tropo alta, aggiunge il Fmi, secondo cui il tasso di senza lavoro scendera’ al 12,5% quest’anno e al 12,2% il prossimo. Secondo il Fondo, inoltre, l’Italia “potrebbe realizzare significativi guadagni di produttivita’ se l’efficienza del settore pubblico migliorasse rispetto agli attuali bassi livelli”.

Quanto alle banche, le sofferenze e gli incagli “hanno raggiunto livelli sistemici”. Il Fondo monetario ricorda come i crediti non performanti siano triplicati dall’inizio della crisi e abbiano raggiunto quota 330 miliardi di euro, pari al 17% degli impieghi. Tutto cio’ “ha depresso la redditivita’ e intralciato la ripresa”. (AGI) .

Vai sul sito di AGI.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.