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Foa comunque presidente della Rai in quanto consigliere anziano? Uno scenario

Che farà Marcello Foa dopo la bocciatura come presidente della Rai rimediata in Commissione di vigilanza stamattina? E cosa farà Matteo Salvini che tanto si era speso per questa nomina: opterà per un nuovo nome (magari quello di Giampaolo Rossi caldeggiato da Giorgia Meloni) ricucendo così anche lo strappo con Forza Italia (a cui Rossi non piace per nulla), oppure terrà il punto invitando Foa a non dimettersi

“Prendo atto con rispetto – ha detto il presidente da un giorno – della decisione della commissione di vigilanza della Rai. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel Consiglio che mi è stato proposto dall’azionista. non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai”.

Mi metto a disposizione dell’Azionista invitandolo a indicarmi i passi opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai. pic.twitter.com/8wZfii5SpF

— Marcello Foa (@MarcelloFoa) 1 agosto 2018

Stamattina la commissione di Vigilanza sulla Rai ha bocciato come noto la nomina del giornalista a presidente del Cda di viale Mazzini, nomina che ieri era stata varata proprio dal Consiglio di amministrazione dell’azienda pubblica. Forza Italia, Pd e Leu non hanno partecipato al voto, non ritirando proprio la scheda per votare (il voto era segreto). A favore di Foa i voti sono stati 22. Per la conferma nell’incarico ne sarebbero serviti 27. 

Dunque lo strappo tra Forza Italia e Lega si è consumato, malgrado ancora nella notte fossero filtrate indiscrezioni sul possibile buon esito di una trattativa tra Salvini e Berlusconi. Foa per essere “efficace” doveva ottenere il “parere vincolante” dei due terzi dei componenti della bicamerale, composta da 40 tra deputati e senatori. Si trattava appunto di 27 voti: la maggioranza M5s-Lega, che lo ha indicato, ne aveva solo 21, quindi non sufficienti anche se si sommavano i due di Fratelli d’Italia che ieri, con Giorgia Meloni, aveva sciolto la riserva a favore di Foa. La ‘diserzione’ dei sei (escludendo il presidente Alberto Barachini) azzurri presenti in commissione ha bloccato la nomina governativa, considerato che anche i sette membri in quota Pd e i due di Liberi e Uguali non hanno partecipato al voto.

L’ipotesi di una presidenza per anzianità

Da fonti vicine al segretario leghista, si apprende che Matteo Salvini avrebbe espresso ieri “sconcerto e stupore” per la posizione di Forza Italia. Salvo poi ‘trattare’ con Berlusconi fino a stamattina. Oggi pomeriggio si riunisce di nuovo il consiglio di amministrazione, che dovrà prendere atto della bocciatura in Vigilanza di Foa e procedere. O con un nuovo nome. Oppure confermando la scelta: Foa è anche il consigliere più anziano e, secondo una interpretazione del regolamento, può restare in carica anche di fronte a una ‘non fiducia’ della commissione parlamentare. È questa la strada che imboccherà la maggioranza per difendere Foa?

Il servizio pubblico non appartiene alla maggioranza o al governo, appartiene a tutti!#PresidenzaRai #Vigilanza pic.twitter.com/NW7TZ3CyuQ

— Forza Italia (@forza_italia) 1 agosto 2018

Aveva detto a Repubblica Gianluigi Paragone, senatore del M5s  (capogruppo del Movimento in Vigilanza Rai), giornalista già vicedirettore di Rai2 e noto conduttore di programmi televisivi:  “Le regole sono regole. Se la Vigilanza non ratificherà l’elezione di Marcello Foa alla presidenza della Rai, il medesimo Foa – in quanto consigliere anziano – continuerà a presiedere il cda Rai fin tanto che in Vigilanza non si sbloccherà la situazione”. Ancora: “Succede in tutti i consigli di amministrazione che la presidenza – in attesa di alcuni passaggi formali – tocchi al consigliere anziano. Non è colpa mia se il più anziano nel cda Rai è proprio Foa. Evidentemente la fortuna aiuta gli audaci”.

Vi racconto cosa sta accadendo in RAI https://t.co/kJOsXBPB8o

— Gianluigi Paragone (@gparagone) 1 agosto 2018

Un nome, quello di Foa, davvero ancora in corsa dopo la bocciatura parlamentare? “È un nome di altissimo profilo – ha aggiunto Paragone – è stato indicato dal governo ed eletto in cda. Certo, che poi tocchi proprio a lui presiederlo è una coincidenza buffa, ma così dice la legge, e pazienza se c’è qualcuno che non è d’accordo”.

Il Parlamento ha bocciato #Foa. La maggioranza può CAMBIARE una legge, si chiama democrazia. Ma la maggioranza deve RISPETTARE la legge vigente, si chiama democrazia. Parlano di Legalità e violano le leggi. Parlano di Onestà e non rispettano le sentenze. Loro sono il #cambiamento

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 1 agosto 2018

Possibile una riapertura del ‘negoziato’ tra Lega e Forza Italia dopo lo stop di stamattina? “Siamo stati sempre e siamo ancora disponibili al confronto – dicono in una nota le capogruppo di Camera e Senato, Mariastella Gelmini e Anna Maria Brenini – Anche sulla Rai, sul metodo e sui profili più adatti a ricoprire la carica di presidente. Non è con le violazioni delle regole democratiche o con le imposizioni e le forzature che si realizza il cambiamento”. Gelmini e Bernini respingono poi l’accusa di lavorare ad un «asse» con il Pd, scrive ancora il Corriere: “L’unico asse di cui siamo profondamente rammaricati è quello che si è creato in violazione della volontà popolare, e nello specifico in violazione dello spirito della legge sulla Rai, tra Lega e M5s. Un asse che al governo sta provocando gravissimi danni al Paese”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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