Anche lo stato di Washington dice sì ai matrimoni gay
9 febbraio 2012 - A Seattle si attende la firma del governatore sulla legge per i same sex marriages.
Manca solo la firma della governatrice, la democratica Christine Gregoire, che ha 5 giorni di tempo per dare il suo assenso alla norma che la Camera dei Rappresentanti dello stato di Washington ha licenziato dopo che il Senato dello stesso stato si era espresso in formulazione analoga: anche Seattle sta per dire sì ai matrimoni gay, e la firma del governatore non dovrebbe mancare, [...]
se è vero che la Gregoire in passato si è più volte espressa a favore della misura.
APPROVAZIONE CERTA – “Non c’è mai stato alcun dubbio sull’approvazione della legge”, commenta il Seattle Times, dato che “almeno 50 parlamentari si erano fin dall’inizio espressi a favore del testo”. I problemi più grandi ci sono stati al senato, dove “i conservatori democratici si sono opposti al testo. Ma anche lì, è riuscito a passare con un voto di 28 a 21. I parlamentari della Camera hanno discusso la misura per più di 2 ore, anche se il Repubblicano Jay Rodne”, che piuttosto che votare il testo avrebbe fatto carte false, “aveva già detto che “la legge passerà, non c’è neanche da discuterne”. Anche il partito dell’Elefantino, la destra repubblicana, si è divisa al momento del voto: “Il matrimonio è l’unione di un uomo e una donna. Quando l’unione è consumata si può creare la vita. Il matrimonio è la vita”, dice un oppositore del testo. “Stiamo togliendo una pietra fondamentale della nostra società. Crediamo che ridefinendo il matrimonio, si finisca per mettere a rischio l’intero edificio. L’intera struttura della nostra società”, ha detto un altro.
I REFERENDARI – Tuttavia, ci sono anche un paio di repubblicani che hanno votato a favore della misura, spinti in un caso da motivazioni personali. “Qualcuno ha detto che non stiamo parlando di uguaglianza: beh, in realtà sì”, ha detto Maureen Walsh, repubblicana per la contea di Walla Walla. “Mia figlia ha fatto coming out un paio di anni fa. Pensavo che sarei morta, ma non è cambiato niente. E’ ancora una persona favolosa e ha incontrato una compagna che ama e spero, un giorno, di poter celebrare un matrimonio per loro”. Tutti gli emendamenti dell’opposizione sono stati rigettati: “Una volta firmata dal governatore, la misura avrà effetto a partire dal 7 giugno – 90 giorni dopo la fine della sessione parlamentare”. Tuttavia sono già in incubazione i referendum per cancellare, una volta e per sempre, la legge dall’ordinamento: c’è bisogno di 120mila firme entro il 6 giugno per sottoporre la normativa a referendum, insieme alle elezioni di Novembre. “La legge contiene una clausola che afferma che le chiese non devono sposare le coppie gay se non vogliono farlo, e un’altra che afferma che le scuole private non devono provvedere ai matrimoni gay”, scrive il Seattle Times.
http://www.giornalettismo.com/archives/198847/anche-lo-stato-di-washington-dice-si-ai-matrimoni-gay/
| < Prec. | Succ. > |
|---|


