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“Mi hanno inciso “lesbica” sulla pancia”

OmofobiaL' ultima frontiera della tortura omofoba. In Nebraska. 
di Alessandra Cristofari
Fanno irruzione in tre in casa di una donna, la bloccano e le incidono sulla pelle insulti. È accaduto a Lincoln, Nebraska. La colpa della donna? Essere lesbica.
IL CASO - I torturatori del Nebraska si sono dimostrati così coraggiosi da “giocare” tre contro uno e agire a viso coperto da un passamontagna e adesso girano a piede libero, come se niente fosse. Tre giorni fa si sono presentati a casa della vittima, una trentatreenne di Lincoln, le hanno legato polsi e caviglie, hanno iniziato a picchiarla e le hanno inciso insulti su braccia e addome: le frasi sono così imbarazzanti e violente che la Polizia si rifiuta di ripeterle.
 

OMOFOBIA - Dopo averla seviziata, hanno cosparso di benzina l’abitazione e hanno acceso il fuoco: fortunatamente, la donna è riuscita a fuggire e ha chiesto aiuto ai vicini di casa. “Se ne stava lì, senza vestiti. Aveva ancora le mani legate e il sangue colava dalle ferite. Era piena di tagli anche sul viso e sulle braccia” ha riferito Linda Rappl, 68 anni, la vicina che l’ha avvolta in una coperta e ha chiamato il 911.

I PARERI – Perché la donna è stata investita da questa follia? “Vive apertamente da lesbica” ha detto Richard Tyler, presidente di Outlinc, un’organizzazione no profit LGBT. Tyler ha piena fiducia nelle forze dell’ordine e cita le misure della città a sostegno della comunità omosessuale. La risposta dei cittadini è stata una veglia solidale e spontanea davanti al Municipio. Lincoln è indignata e Chris Beutler, il sindaco, parla di crimine d’odio: “I crimini d’odio sono spregevoli e terribili, parlo a mio nome e di tutti i residenti di Lincoln. La città si sforza di essere una comunità che abbraccia la tolleranza e l’uguaglianza. Siamo vicino ai cittadini gay e alle lesbiche e vogliamo che ogni crimine venga denunciato”.

SOLIDARIETA’ – L’attacco è arrivato a due mesi dall’approvazione di misure ideate per proteggere i residenti gay e transgender dalla discriminazione nel settore immobiliare. La Polizia è alla ricerca dei tre uomini che hanno torturato la donna: “La vittima è stata in grado di riferire pochi particolari, come quello del passamontagna” ha riferito Katie Flood, portavoce del Dipartimento di Polizia di Lincoln. “C’erano scritte contro l’orientamento sessuale della donna, all’interno dell’appartamento, parole dure che non riporteremo.”

CRIMINE D’ODIO - È un crimine d’odio per via degli attacchi alla sessualità ma non rilasceremo dettagli in merito” ha concluso Flood. “Quando qualcuno trova il tempo per bloccare qualcuno con delle fascette e incidere commenti offensivi e parole sul corpo di qualcuno, a questo punto si tratta di un crimine d’odio” ha riferito un vicino di casa della donna. “La vittima è apertamente omosessuale – ha riferito l’amica Erin Thompson – le hanno inciso ‘lesbica’ e altre due parole sullo stomaco e sul braccio”.

L’ODIO – Il caso della donna si somma ai centinaia che siamo costretti ad ascoltare ogni giorno e purtroppo ha analogie con la storia del giovane Daniel Zamudio, torturato a morte dai neonazisti a Santiago del Cile:

“C’è qualcosa d’inquietante se una sera a Santiago del Cile, in un parco vigilato da guardie e vicino a un posto di polizia, si può essere torturati per ore e massacrati. Se poi accade perché un gruppo di giovani macho ha deciso di dare la lezione a un omosessuale, l’inquietudine sale ancora di livello. Sono quattro gli autori della selvaggia aggressione, solo uno dei quali si presenta come neonazista, gli altri sono suoi compagni di disagio ed emarginazione senza particolari inclinazioni politiche, se non il disprezzo per l’omosessualità e gli omosessuali. Un’aggressione senza precedenti, il giovane è stato pestato, ferito, preso a pietrate, sulla sua pelle hanno inciso simboli nazisti usando un vetro rotto ricavato da una bottiglia rottagli sulla testa e ci hanno spento le sigarette”

Daniel è stato ricoverato e ha lottato per sopravvivere ma non ce l’ha fatta. Il padre del ragazzo era presente al Gay Pride di Bologna e ha voluto lanciare un messaggio: “Difendete i vostri figli gay”. Quante persone dovranno ancora perire per la sola colpa di amare chi vogliono?

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