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Pakistan, bambina cristiana disabile accusata di blasfemia

Bambina accusata di blasfemiaRimsha Masih rischia l’ ergastolo: avrebbe bruciato alcune pagine di un libro islamico.
Mauro Pianta - Roma   
Rimsha Masih ha 11 anni, una disabilità mentale e rischia di trascorrere il resto dei suoi giorni in prigione. Sì, perché questa bambina di religione cristiana, affetta da sindrome di Down, è stata arrestata ieri a Islamabad con l’accusa di blasfemia dopo aver sfiorato il linciaggio per mano di una folla di estremisti islamici. Come scrive l’agenzia missionaria AsiaNews è «la prima volta la prima volta nella storia del Pakistan che la "legge nera" (la stessa per la quale si trova in carcere Asia Bibi) colpisce una minore».
Rimsha si trova ora rinchiusa nel carcere minorile di Rawalpindi in base a un provvedimento di custodia cautelare di 14 giorni

disposto dalla magistratura. La ragazzina è indagata per blasfemia, avendo "dissacrato il Corano" ed è perseguita in base all'articolo 295-B del Codice penale, che prevede appunto pene fino all'ergastolo.

Alcuni testimoni, scrive Asianews, riferiscono che Rimsha, figlia di Misrak Masih, avrebbe bruciato dieci pagine di un libro islamico, il Noorani Qaida, usato per imparare le basi dell'arabo e del Corano. La giovane lo avrebbe scagliato nella pattumiera, dopo averlo avvolto in un sacchetto di plastica. Il fatto è avvenuto il 17 agosto scorso nell'area di Umara Jaffar, settore G-12 di Islamabad, dal quale proviene la famiglia della minorenne. Le forze dell'ordine hanno aperto un fascicolo di inchiesta in base alla denuncia presentata da Syed Muhammad Ummad, un musulmano.

La polizia ha arrestato Rimsha Masih, dietro pressioni dell'ala fondamentalista islamica. Ieri, infatti, una folla ha preso di mira la famiglia della ragazza, che ha rischiato il linciaggio assieme alla madre. Centinaia le persone infuriate che minacciavano di farsi giustizia da sé. Gli agenti hanno tratto in salvo la ragazza, quindi l'hanno condotta in carcere.
Adesso, per timore di nuove violenze, almeno 300 famiglie del sobborgo cristiano hanno abbandonato le loro abitazioni: i fondamentalisti, infatti, minacciano di bruciare le case dei cristiani.

Sulla vicenda è intervenuto anche il cattolico Paul Bhatti, consigliere speciale del Primo Ministro per l'Armonia nazionale, che lancia un appello ai leader islamici. Bhatti si rivolge ai capi religiosi, chiedendo loro di collaborare per mantenere la calma e scongiurare possibili attacchi contro i cristiani della zona. Shahbaz, fratello di Paul e primo ministro cattolico nella storia del Pakistan, è stato ucciso dagli estremisti il 2 marzo 2011 proprio per la sua opposizione alla "legge nera".

Il mese scorso un disabile mentale musulmano è stato bruciato vivo a Bahawalpur, nel sud del Paese, dopo essere stato accusato di blasfemia. Una folla gli ha dato fuoco, come punizione “per aver profanato il Corano”.

Intanto sul web si scatenano le proteste contro l'arresto della ragazza; in molti si chiedono “se questo è il vero islam” e, soprattutto, chi sarebbe la persona “affetta da disabilità mentali: la ragazzina o chi chiede che venga punita” per la presunta violazione alla norma. Le leggi sulla blasfemia, introdotte nel 1986 dal generale Zia-ul-haq per soddisfare le richieste della frangia estremista islamica hanno causato sinora l'incriminazione di almeno mille persone e la morte di 60, la maggior parte delle quali vittime di omicidi extra-giudiziali compiuti da folle inferocite o singoli individui.  Folle o individui che qualcuno continua a indottrinare e fomentare.

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