Francisco Errazuriz, un cardinale dal tribunale al Conclave
04/03/2013 - Scandalo in Cile, scoppiano le proteste delle vittime.
di Marianna Mascioletti -
“Se lo chiedete a me, vi dico che (Errazuriz) invece di partecipare al conclave dovrebbe essere in galera“.
Non usa mezzi termini James Hamilton, una delle vittime degli abusi del reverendo Karadima, accusando il cardinale cileno Francisco Javier Errazuriz di avere per troppo tempo cercato di insabbiare le indagini su uno dei casi di violenza sessuale più clamorosi della storia recente della Chiesa Cattolica.
Hamilton, insieme ad altre persone nella sua stessa situazione, ha portato avanti per anni una battaglia, nei tribunali e sui media cileni, tesa a smascherare la figura di Fernando Karadima, fino a qualche tempo fa ritenuto un leader spirituale di prima grandezza, ma recentemente riconosciuto colpevole dal Vaticano,
dopo anni di indagini, di abusi su alcuni giovani affidati alla sua tutela.
GLI ABUSI SU HAMILTON - Hamilton, che oggi ha 47 anni, a 17 anni avrebbe subito da Karadima il primo abuso, con baci in bocca e toccamenti dei genitali, mentre l’ anno successivo, quando aveva 18 anni, presso un ritiro di Azione Cattolica vicino Santiago le violenze sarebbero andate ben oltre, per poi protarsi per più di venti anni. Dopo molto tempo, lui ed altri hanno visto riconosciuta dalla giustizia vaticana la fondatezza delle loro accuse, mentre il processo civile a Karadima (con Errazuriz testimone), dopo una battuta d’ arresto nel 2010, sta andando avanti e procede verso una probabile condanna.
CHI E’ IL CARDINALE ERRAZURIZ – Francisco Javier Errazuriz Ossa, cileno di origini basche, laureato a Friburgo in Filosofia, con un dottorato in Teologia, fu nominato cardinale da papa Giovanni Paolo Secondo nel 2001. E’ stato arcivescovo di Santiago del Cile dal 1998 al 2010.
IL CASO KARADIMA – Padre Karadima, detto anche “Il santo vivente”, prete ed educatore con fama di leader spirituale presso i giovani dell’ élite di Santiago del Cile, fu accusato di abusi su giovani per la prima volta nel 1984, ma le accuse non ebbero seguito, anche a causa del fatto che (scrivono su Wikipedia) uno dei segretari del cardinale a cui vennero indirizzate era un fedelissimo di Karadima stesso.
ERRAZURIZ OSTACOLO’ LE INDAGINI – Nel 2003 le accuse vennero ripetute al cospetto del cardinale Errazuriz, ma questi ritenne di non dover iniziare nessuna indagine sul Reverendo, limitandosi ad assicurare che avrebbe “pregato per lui”. Nel 2004, la Chiesa Cattolica aprì un’ inchiesta su Karadima: due anni dopo fu riferito al cardinale che le accuse delle presunte vittime erano credibili e che era consigliabile agire, ma Errazuriz decise di fermare ancora gli accertamenti, in attesa di nuove prove. Nel 2005, il cardinale iniziò finalmente a sua volta un’ indagine che però rimase sostanzialmente ferma fino al 2009.
“IL SANTO VIVENTE” COLPEVOLE PER IL VATICANO - Nel 2011, una commissione d’ inchiesta del Vaticano appurò che le accuse erano fondate e condannò Karadima a “una vita di preghiera e penitenza”, interdicendolo a vita dall’ esercitare il ministero ecclesiastico, specialmente gli uffici della confessione e della guida spirituale; nonostante la sostanziale leggerezza della pena, il caso ha aperto un conflitto non indifferente all’ interno della Chiesa cattolica, portando a ridiscutere la spinosa questione del celibato degli ecclesiastici. Alcuni arrivano a definirlo “il peggiore scandalo mai accaduto”.
ERRAZURIZ CHIEDE PERDONO ALLE VITTIME – Dopo la condanna del Vaticano, il cardinale emerito Errazuriz ha chiesto pubblicamente perdono per le violenze compiute da Karadima sui giovani che lo veneravano: l’ avvocato delle vittime, pur riconoscendo la sua buona volontà, ha sostenuto che il perdono è qualcosa che si chiede faccia a faccia e ha chiesto un incontro privato tra il cardinale e i suoi assistiti.
IL PROCESSO CIVILE - Nel frattempo, quattro delle vittime degli abusi di Karadima intraprendono anche la strada della denuncia alle autorità della giustizia civile. Tuttavia, il primo grado del processo si chiude nel 2010, assolvendo il reverendo per insufficienza di prove. Gli accusatori, ritenendo il giudizio finale viziato da varie irregolarità, tra cui la notevole influenza esercitata dai difensori di Karadima sulla Corte e le illustri protezioni di cui questi ha goduto per anni (e probabilmente ancora gode) nell’ establishment cileno, decidono di non ricorrere in appello, ritenendo raggiunto in ogni caso il loro scopo di portare alla luce del sole alcuni degli abusi compiuti dall’ ormai ex leader spirituale.
IL CASO VIENE RIAPERTO – In corrispondenza con la sentenza del Vaticano, in cui Karadima viene riconosciuto colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio, a metà 2011 la giustizia cilena decide di riaprire il caso. A fine 2012, lo stesso cardinale emerito Errazuriz viene chiamato a testimoniare nel processo civile sugli abusi compiuti dal “Santo vivente”.
IL LIBRO-INCHIESTA – Sempre a metà 2011, la giornalista cilena María Olivia Mönckeberg, già autrice di un altro pamphlet sul potere dell’ Opus Dei nel suo Paese, pubblica un libro dal titolo “Karadima, el señor de los infiernos”, in cui raccoglie e collega le testimonianze delle vittime delle violenze, ponendo l’ accento sulle protezioni illustri di cui Karadima ha goduto negli anni.
IL CONCLAVE DEGLI SCANDALI – Errazuriz è soltanto uno dei cardinali presenti a questo conclave che vengono accusati di connivenza e di voler mettere tutto a tacere in merito ai numerosi casi di violenza sessuale, quando non addirittura di pedofilia, che sono emersi tra le gerarchie ecclesiastiche negli ultimi anni. L’ arcivescovo Roger Mahony è oggetto di una petizione di Catholics United dove i fedeli degli Stati Uniti esigono che – essendo egli stato destituito dal nuovo arcivescovo di Los Angeles da tutti i suoi impegni ed incarichi – non partecipi al Conclave. Mahony è accusato di aver cercato di nascondere gli abusi sessuali commessi da decine di sacerdoti nei confronti di minori. Anche il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York al centro del toto-nomine sul successore di Benedetto XVI, è rimasto coinvolto nelle indagini sugli abusi sessuali ai danni di minori, che sarebbero stati commessi da parte di alcuni sacerdoti nell’ arcidiocesi di Milwaukee.
http://www.giornalettismo.com/archives/808361/francisco-errazuriz-un-cardinale-dal-tribunale-al-conclave/
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