Pedofilia, nuovo caso nel Connecticut getta ombre sul Vaticano
Roma era a conoscenza dei fatti, ma avrebbe coperto padre Shea.
Carlo Rizzi
Il rifiuto del Vaticano di rimuovere un parroco accusato di pedofilia nella diocesi di Norwich, nel Connecticut, rischia di gettare ancora pesanti ombre sul ruolo della Chiesa nei casi di pedofilia. Le responsabilità del Vaticano nel coprire padre Thomas Shea saranno al centro dell'imminente processo che si aprirà nei prossimi giorni, che coinvolge una donna di New London che sostiene di essere stata molestata quando aveva 12 anni dal parroco; a citare in giudizio la diocesi - con lo pseudonimo di Jane Doe - è stato anche un uomo, che afferma che Shea lo costrinse a praticare sesso orale,
quando era parroco della chiesa di San Giuseppe a New London.
Padre Shea, ora scomparso, è accusato di aver molestato 15 ragazze in 11 diverse parrocchie in tutta la diocesi di Norwich, a partire dal 1953. Shea, morto in una casa di cura a West Hartford nel 2006, percepiva dalla diocesi d'appartenenza - che inoltre gli pagava le cure mediche e le bollette - una pensione di circa 15.000 dollari all'anno. A destare scalpore è il ruolo che ha avuto la Congregazione per la Dottrina della Fede, l'ufficio vaticano che decide le sorti dei sacerdoti accusati, mediante la sollevazione dagli incarichi o la scomunica. Il vescovo di Norwich Michael Cote, in una lettera inviata agli inizi del 2005 all'allora rettore della Congregazione, Cardinale Joseph Ratzinger, aveva provveduto a segnalare il caso, che rischiava di scoppiare sulla già martoriata chiesa americana. Il vescovo sottolineava che i fatti emersi a carico di padre Shea avevano provocato un incommensurabile danno emotivo e spirituale nella comunità.
Il 12 maggio 2005, poco dopo la nomina di Ratzinger a papa, il Vaticano rispose al vescovo Cote, negando la richiesta di rimozione di Shea, sostenendo che era già sufficiente che Padre Shea fosse in pensione, con le restrizioni di non indossare il collare o dire messa. Atteggiamento, si sarebbe giustificata una fonte del Vaticano riportata dai media locali americani, che viene adottato quando, pur in presenza di di gravi fatti, questi siano caduti in prescrizione poichè avvenuti oltre 35 anni fa. La diocesi di Norwich però, durante il processo, potrebbe essere costretta a tirar fuori tutte le carte inerenti il fascicolo personale di Shea, comprese le lettere di Ratzinger. Secondo l'accusa, in quelle carte vi sarebbe la prova della colpevolezza del parroco e della volontà del Vaticano di insabbiare il caso.
| < Prec. | Succ. > |
|---|






