Una politica federale senza precedenti / Nuovo intervento dei vescovi degli Stati Uniti sulle direttive sanitarie del Governo
L'Osservatore Romano
«Una politica federale errata e senza precedenti»: in un susseguirsi di interventi, i vescovi degli Stati Uniti tornano a criticare le nuove direttive (entrate in vigore il 1° agosto) stabilite nel mandato del Department of Health and Human Services, guidato dal segretario Kathleen Sebelius, che prevedono l’ adeguamento dei piani di assistenza sanitaria coperti dalle assicurazioni private, con la possibilità di un più facile ricorso per i lavoratori all’uso di farmaci abortivi e agli interventi di sterilizzazione.
Direttive che per i vescovi si pongono in evidente contrasto con la libertà di coscienza dei datori di lavoro che intendono rispettare i propri convincimenti morali e religiosi.
In una lettera inviata ai membri del Congresso di Washington, il cardinale arcivescovo di Galveston-Houston, Daniel N. Di Nardo, presidente del Committee on Pro-Life Activities della United States Conference of Catholic Bishops (Usccb), ha sottolineato «che l’importanza fondamentale della questione in gioco, ovvero la libertà religiosa, esige una risposta tempestiva da parte del Congresso». Il porporato ha definito «senza precedenti ed errata la politica federale». Con il mandato, ha aggiunto, il Governo «sta promuovendo un approccio alla libertà religiosa più riluttante e arbitrario, che non si era mai visto prima».
Nel gennaio scorso, l’episcopato aveva accolto come «sconsiderata» la decisione del Governo di prevedere poche eccezioni, peraltro assai restrittive, per le istituzioni e le organizzazioni religiose per quanto concerne la fornitura ai propri dipendenti dei piani assicurativi.
I piani di assicurazione sanitaria per i dipendenti di qualsiasi organizzazione prevedono infatti dei servizi minimi obbligatori, fra i quali sono fatti rientrare anche i servizi abortivi. Ma soltanto in un numero ristretto di casi un’organizzazione, se a gestione religiosa, può essere esentata dal pagare per i propri dipendenti tali servizi sanitari. Per tutte le altre organizzazioni religiose, che non rientrano in questi casi ristretti, è stato concesso un periodo di tempo di un anno per adeguarsi alla riforma. E, per i datori di lavoro, sono previste multe salate in caso di inosservanza. Il porporato fa peraltro riferimento nella sua lettera anche alla situazione di altri datori di lavoro che possono avere obiezioni morali e religiose, citando fra l’altro «gli individui e le famiglie devoti che conducono i loro affari e che senza alcuna parola di protesta da parte dei dipendenti garantiscono piani assicurativi che non violano i propri convincimenti religiosi».
A tale riguardo, recentemente, una sentenza di un tribunale in Colorado ha suscitato una ampio eco, stabilendo che un’azienda gestita da una famiglia, nel caso in questione di fede cattolica, non può essere costretta a violare i propri convincimenti morali e religiosi in relazione ai piani assicurativi privati per i propri dipendenti. L’azienda in questione, la Hercules Industries, aveva infatti fatto ricorso contro le nuove direttive stabilite dal Governo, facendo in particolare presente che, in caso di inosservanza delle direttive, sarebbe stata costretta a pagare una multa giornaliera pari a 100 dollari a dipendente. Nella lettera il cardinale ricorda che l’amministrazione, a sua difesa, ha ritenuto che «queste aziende sono composte interamente da personale laico e non vi sono implicazioni di libertà religiosa».
Nel concludere, il porporato evidenzia che attualmente sono vari i ricorsi pendenti contro le autorità federali. Tra le istituzioni coinvolte vi sono anche le università. Ma, osserva «che la rivendicazione dei diritti di libertà da parte delle singole persone e delle organizzazioni può prevedere anche anni di contenzioso». L’appello è quindi quello a promuovere «una tutela tempestiva e uniforme di questi diritti». Pertanto, «i vescovi cattolici degli Stati Uniti e tanti altri si augurano che il Congresso affronti con urgenza la questione prima che sia completata la sua attività di quest’anno».
L'Osservatore Romano 7 agosto 2012
http://ilsismografo.blogspot.it/2012/08/stati-uniti-una-politica-federale-senza.html
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