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Forli': promotore perde al casino' i risparmi degli investitori, oltre 9 milioni

(AGI) – Roma, 14 set. – Nove milioni e 400mila euro. A tanto ammontano i risparmi affidati da una settantina di investitori ad un noto promotore finanziario romagnolo e da questi letteralmente bruciati al casino’, oltre che in viaggi, alberghi, auto e ristoranti di lusso. L’uomo, V.S., 61 anni, originario di San Piero in Bagno in marzo si e’ presentato in lacrime nella caserma del comando della guardia di finanza di Forli’ confessando la sua irrefrenabile passione per il gioco d’azzardo e tutti i sensi di colpa che lo avevano spinto sull’orlo di un gesto estremo. Tra le sue vittime, imprenditori, commercialisti, avvocati, notai, commercianti e parenti: e’ il caso del cognato che ha visto svanire nel nulla i circa 600mila euro affidati al promotore per investirli a nome delle figlie, nipoti del professionista. Le indagini delle Fiamme gialle di Forli’, dirette dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, si sono concluse con la notifica dell’avviso di fine indagini preliminari che portera’ al rinvio a giudizio. “Non voglio piu’ tornare a casa”, aveva detto V.S. ai finanzieri, “lasciate che resti qui in caserma”: troppa la paura mista alla vergogna, grande il rimorso per aver ingannato clienti e amici ed aver nascosto tutto a tutti, moglie compresa: la donna, totalmente ignara della patologia del marito, era stata informata telefonicamente dall’uomo davanti ai finanzieri. Incassati denaro contante, assegni e bonifici, V.S. ingannava i suoi clienti producendo egli stesso la documentazione attestante gli investimenti e falsificando i loghi di note societa’ finanziarie, che poi inviava a mezzo posta ai diretti interessati. Per carpire la fiducia degli investitori e non destare sospetti, il promotore si recava periodicamente a Milano, dove hanno sede gli istituti bancari e le societa’ di investimento con i quali risultavano sottoscritti i falsi investimenti, appositamente per spedire le rendicontazioni periodiche e rassicurare anche i clienti piu’ diffidenti. Solo i primi “fortunati” investitori sono riusciti a riottenere il capitale e gli interessi maturati, che il promotore riconosceva anche al 20% delle somme investite, al solo fine di alimentare la sua fama ed il passaparola. (AGI) Bas (Segue). – A chi invece chiedeva la restituzione delle somme quando ormai era troppo tardi, l’uomo con freddezza chiedeva tempo rappresentando le difficolta’ a disinvestire fantomatici titoli obbligazionari o pacchetti di investimento vincolati a scadenze future. Decine, come detto, truffati: tra i casi piu’ eclatanti quello di una pensionata 71enne della provincia di Arezzo, il cui marito professore era stato docente di ragioneria proprio di V.S. ai tempi delle scuole superiori e che negli anni aveva affidato al promotore circa 730mila euro. Complessivamente ammonta a 9 milioni e 400 mila euro la somma di cui il disinvolto professionista si e’ indebitamente impossessato: “per raggirare la normativa antiriciclaggio – spiegano gli investigatori – aveva escogitato un ingegnoso sistema che gli consentiva di utilizzare i titoli raccolti dagli investitori direttamente nella casa da gioco. A partire dal 2011, il promotore richiedeva ai risparmiatori l’emissione di assegni circolari intestati a due sigle societarie risultate riconducibili al casino’ da egli assiduamente frequentato. Gli ignari investitori accettavano di intestare i propri assegni ad acronimi che, ironia della sorte, se digitati sui motori di ricerca, riconducevano a societa’ finanziarie, tanto da rassicurare ulteriormente i risparmiatori. In realta’ quegli acronimi erano le iniziali della casa da gioco ove il professionista sperperava i titoli. In altri casi il promotore chiedeva di intestare gli assegni a persone fisiche che sono risultati essere dipendenti del casino’ stesso”. Il valore complessivo dei titoli intestati direttamente alla casa da gioco ammonta a circa 2 milioni di euro. Gli accertamenti presso il casino’ hanno consentito di riscontrare violazioni alla normativa antiriciclaggio e contestare la violazione di omessa segnalazione di operazioni sospette per complessivi 3,6 milioni con una sanzione prevista fino al 40% dello stesso importo. (AGI) .

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