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Francesco Avella: “Una mente senza Dio”

Mente senza dioEcco l’ennesimo paziente che sembra aver problemi legati all’imposizione religiosa ricevuta dalla famiglia. I credenti non vogliono mettersi in testa che i figli devono essere lasciati liberi, solo senza subire influenze potranno scegliere consapevolmente la propria religione, invece fin da piccoli vengono condizionati, con la conseguenza che spesso un cristiano diventa tale solo perché nasce per puro caso in una famiglia cristiana”.

Questo è l’incipt del romanzo, nel quale viene narrata la storia di Franco Eremita, un giovane psicologo fiero di essere ateo.

 

Franco si affeziona ad una ragazza giapponese di nome Midori, che a causa di un incidente stradale entrerà in coma e in seguito morirà. Questo evento lo manderà in crisi, soprattutto perché comincerà a fare sogni sulla sua amica defunta e, in seguito, comincerà a vederla anche nella vita reale.

Lo psicologo dovrà quindi lottare per mantenere il controllo sulla realtà, una lotta che inizierà a diventare dura quando si accorgerà che l’amica defunta cercherà di avvicinarlo a Dio. Nel romanzo, la fabula è messa in secondo piano per dare risalto alla mente senza Dio del protagonista. Quel che ne risulta è un thriller psicologico che racconta l’ateismo.
Quella che segue è la recensione di Luca Zolo su Amazon:
 
“Si legge volentieri e con buon passo, questo libro, nel quale la storia, vagamente thriller, fa da corollario ad una sorta di esame di coscienza, introspettivo e spirituale, del protagonista, dichiaratamente e fermamente ateo, che si viene a trovare in una serie di situazioni che tendono a minare le sue credenze più radicate. Per molti tratti si assiste all’elaborazione di alcuni concetti sulla concezione umana, esauriti con profonda analisi, direi di inclinazione quasi saggistica. Per un non credente una lettura quasi fondamentale per fissare ed elaborare alcuni punti della propria condizione, per un credente un’occasione di aprire la propria mente per cercare nuove risposte, per tutti l’occasione di passare qualche ora spensieratamente riflessiva, che è la principale cosa che si chiede ad un libro”.
 
Alcune riflessioni atee del protagonista:
“La vera spiritualità consiste nel distaccarsi dalla credenza in Dio per mettere al primo posto la natura e l’umanità”.
“Solo il rispetto della libertà individuale può portare ad una fratellanza veritiera, e in questo l’ateismo è più avanti di qualsiasi religione”.
“Non esiste nulla di più arrogante del credersi figli di un Dio onnipotente, pensare di essere fatti a sua immagine e somiglianza, credere addirittura che questo Dio si sia sacrificato per noi, che ci osservi per tutto il corso della nostra vita e che abbia creato l’universo per un gesto di amore nei nostri confronti”.
“Come disse Euclide, “ciò che è affermato senza prova può essere negato senza prova”, quindi è chi afferma che deve portare prove concrete, non chi nega, ed io mi limito a negare le affermazioni dei credenti”.
“Se fossi credente, mi vergognerei di essere figlio di quel Dio crudele descritto dalle religioni”.
“I credenti pregano e chiedono perdono, quando dovrebbe essere Dio a scusarsi, perché la responsabilità di tutte le cose negative del mondo ricade su di lui”.
“Se invece di imporre la religione l’uomo avesse imposto l’astrologia, oggi quasi tutti crederebbero nell’oroscopo.”
 
Per leggere alcuni estratti del romanzo basta andare su Google Books.
 

 

Per saperne di più sull’autore viene segnalata questa intervista su Libera il Libro.


http://www.liberaillibro.com/intervista-allautore-francesco-avella/

La pagina Facebook viene aggiornata quotidianamente con aforismi atei.

 

 

Per acquistare il romanzo trovate tutte le info sul sito dell’autore

 

 

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