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Francesco, contro l'odio una lotta pacifica

Cracovia – (dall’inviato Salvatore Izzo) Mentre in Francia e in Italia migliaia di musulmani, in segno di solidarietà dopo l’uccisione di padre Jacques a Rouen, visitavano le chiese cattoliche, Papa Francesco chiudeva la Giornata Mondiale della Gioventù raccomandando ai ragazzi (2 milioni, metà dei quali polacchi e gli altri arrivati da 200 Paesi) di “lottare pacificamente per l’onestà e la giustizia”.

“Potranno ridere di voi – ha ammesso il Pontefice – perché credete nella forza mite e umile della misericordia. Non abbiate timore, ma pensate alle parole di questi giorni: ‘Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordià”. “Potranno giudicarvi dei sognatori perché credete in una nuova umanità, che non accetta l’odio tra i popoli, non vede i confini dei Paesi come delle barriere e custodisce le proprie tradizioni senza egoismi e risentimenti”. “Non scoraggiatevi: col vostro sorriso e con le vostre braccia aperte voi – ha scandito il Papa – predicate speranza e siete una benedizione per l’unica famiglia umana, che qui così bene rappresentate”. Dio nostro Padre, ha ricordato Francesco, “fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e ci invita al coraggio vero: essere più forti del male amando tutti, persino i nemici”.

Ieri il Papa aveva messo in guardia i giovani dal rischio di “scambiare la felicità con un divano” esortandoli a un “impegno anche politico”, oggi – accolto al ‘Campus Misericordiae dalla cantante israeliana Noa e dal suo messaggio di pace per il Medio Oriente – ha parlato dell'”anestesia dell’anima” favorita da un uso ossessivo degli smartphone. Ma a Cracovia, soprattutto, ha invitato la moltitudine dei giovani cattolici dei 5 continenti a demolire i pregiudizi e gli integralismi (anche dei cristiani) che alla fine sono all’origine dei conflitti. “Nell’accoglienza dell’emarginato che e ‘ferito nel corpo, e nell’accoglienza del peccatore che è ferito nell’anima, si gioca la nostra credibilità come cristiani, non nelle idee, lì”, ha affermato Papa Francesco alla Via Crucis dove ha ricordato “le 14 opere di misericordia che ci aiutano – ha detto – ad aprirci alla misericordia di Dio, a chiedere la grazia di capire che senza misericordia la persona non può fare niente, senza la misericordia io, tu, noi tutti non possiamo fare niente”.

“Oggi – ha scandito Bergoglio – l’umanità ha bisogno di uomini e di donne, e in modo particolare di giovani come voi, che non vogliono vivere la propria vita ‘a metà”, giovani pronti a spendere la vita nel servizio gratuito ai fratelli più poveri e più deboli, a imitazione di Cristo, che ha donato tutto sè stesso per la nostra salvezza”. Lo stesso messaggio in definitiva di un “santo sacerdote” (il Papa lo definito così) come padre Jacques. Un vecchio di 86 anni che con la sua fine tragica ed eroica è diventato protagonista di questa Gmg.

Molti vescovi italiani, ad esempio, hanno parlato del suo sacrifici nelle catechesi. E il loro presidente, Angelo Bagnasco ha commentato in termini molto positivi l’iniziativa dei musulmani delle visite di solidarietà. Sono, ha detto, un primo passo, quello che potrebbe anche rivelarsi “un inizio” di un “percorso nuovo”.

Un gesto per il quale non si può che essere “molto lieti e molto grati” – aggiunge Bagnasco, come riporta il quotidiano Avvenire -, come lo sono anche “le nostre comunità cristiane”. Una gratitudine per “questa pronta risposta a un appello che aspettavamo” e che costituisce una “condanna netta e permanente, senza se e senza ma”. “Quella di oggi – gli ha fatto eco il portavoce della Cei, don Ivan Mafeis – è una notizia buona per il fatto che c’è stata da parte della Chiesa il desiderio di rispondere”. “Per fare ponti – ha spiegato – bisogna essere in due e, a volte, capita che uno tende la mano e l’altro non gliela dà. Ma oggi davanti ad una tragedia che colpisce tutti, soprattutto i musulmani, c’è comunque la volontà di andare verso l’altro, di vivere in una città normale dove ci si può sedere in un bar o prendere un tram senza avere paura dell’altro, che è la cosa peggiore”. (AGI)

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