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Francesco dai preti in terapia (con problemi di alcol e abusi)

Oggi pomeriggio, continuando la serie delle iniziative giubilari dei “Venerdì della misericordia”, il Papa Francesco ha dedicato la sua attenzione ai sacerdoti. Proprio nel mese in cui ha celebrato il Giubileo dei sacerdoti, rivolgendo a essi le sue ampie meditazioni nelle Basiliche romane (2 giugno) e celebrando con loro l’Eucaristia in Piazza San Pietro nella solennità del Sacro Cuore di Gesù (3 giugno),il Papa ha voluto manifestare la sua vicinanza e attenzione anche a quei sacerdoti che non hanno potuto partecipare fisicamente alle bellissime celebrazioni giubilari, ma che sono sempre presenti alla sua preghiera e al suo cuore. Perciò il Papa – instancabile – ha scelto non solo una, ma ben due comunità di sacerdoti dove si è recato in visita, in un pomeriggio lungo e intenso, ricco di incontri, di emozioni, di gioia spirituale e di momenti di preghiera, dopo aver lasciato il Vaticano prima delle 16.

La prima è stata la comunità “Monte Tabor”, dove si trovano otto sacerdoti provenienti da diocesi differenti, sofferenti per diverse forme di disagio, accompagnati da un diacono permanente, Ermes Luparia, già colonnello dell’Aeronautica, ora specializzato in psicologia e dedito al servizio dell’accompagnamento nello spirito dei Padri Salvatoriani. Il Papa si è incontrato con i sacerdoti ospiti nella piccola cappella, ascoltandoli e pregando con loro. In propositi non sono state indicate le patologie psichiche di cui soffrono i sacerdoti che hanno incontrato il Pontefice ma è noto che la comunità accoglie anche preti alcolisti e colpevoli di abusi sessuali.

Poi Papa Francesco si è recato alla comunità dei sacerdoti anziani della Diocesi di Roma, che si chiama ufficialmente “Casa San Gaetano”, ma è più nota come “I cento preti”. Vi si trovano attualmente 21 sacerdoti anziani, alcuni dei quali molto malati, assistiti da tre suore e altro personale. Il “Direttore” della Casa, Don Antonio Antonelli, è stato parroco per molti anni e ora è anch’egli molto malato. In maggioranza si tratta di sacerdoti diocesani, ma non mancano alcuni religiosi.

Dopo aver dato la vita nel servizio della Chiesa e dei fedeli, ora questi preti vivono nel ritiro, e non molti si ricordano di loro. Ma il Papa sì, e con questa visita ha voluto dimostrarlo a ognuno di loro con il suo affetto concreto e cordialissimo, ricco di consolazione, e ha dato ancora una volta un esempio efficace di misericordia, attenzione e gratitudine a tutta la comunità di Roma e alla Chiesa. Il Giubileo consiste in misura essenziale di opere di misericordia allo stesso tempo corporali e spirituali.

Quello di oggi è stato il sesto segno di misericordia compiuto dal Papa Francesco nel corso del Giubileo: a gennaio visitò una casa di riposo per anziani, e malati in stato vegetativo; a febbraio, una comunità per tossicodipendenti del Ceis don Mario Picchi a Castelgandolfo; a marzo (Giovedì Santo) il Centro di accoglienza per profughi (CARA) di Castelnuovo di Porto; ad aprile la visita dei profughi e migranti nell’Isola di Lesbo; a maggio la comunità del “Chicco” per persone con grave disabilità mentale a Ciampino.

Francesco dai preti in terapia (con problemi di alcol e abusi)

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