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Francesco, il Papa della Misericordia

“Sentire misericordia, questa parola cambia tutto. È il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un pò di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto”. Dopo questa dichiarazione fatta nel primo Angelus, quattro giorni dopo l’elezione, la Misericordia è stato il tema dominante dei due anni di pontificato di Jorge Mario Bergoglio, una scelta che ha suscitato grande speranza in tutti, credenti e non credenti. Così come hanno colpito la decisione di chiamarsi Francesco, nome che nessun predecessore aveva osato scegliere, e il gesto compiuto subito dopo l’annuncio, sulla Loggia della Basilica di San Pietro, quando il nuovo Papa chinò il capo chiedendo alla folla di pregare su di lui. Impressionò quel modo così diverso di rapportarsi al popolo, con il quale, ha detto più volte, il pastore deve camminare andando davanti, accanto e dietro, affidandosi cioè a sua volta al “fiuto” del suo gregge.

Vescovo “fatto popolo”, secondo la celebre definizione usata da don Tonino Bello per il martire Romero, Bergoglio aveva scelto già a Buenos Aires il motto “miserando atque eligendo” che si riferisce all’episodio evangelico della vocazione di San Matteo, un pubblicano che Gesù guardò con misericordia e lo scelse. “C’è tanto bisogno oggi di Misericordia, ed è importante che i fedeli laici la vivano e la portino nei diversi ambienti sociali. Avanti! Noi stiamo vivendo il tempo della misericordia, questo è il tempo della Misericordia” ha detto all’inizio di quest’anno, l’11 gennaio. “Aprite il cuore alla misericordia di Gesù!”, ha esortato i fedeli di Tor Bella Monaca, dove ha compiuto una visita pastorale domenica scorsa 8 marzo. “Le nostre parrocchie e le nostre comunità diventino delle isole di Misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!”, ha chiesto nel Messaggio per la Quaresima. E nell’Esortazione Apostolica “Evangelii gaudium”, che è il documento programmatico del Pontificato, la parola Misericordia appare ben 31 volte.

La bolla ufficiale che proclama solennemente il Giubileo della Misericordia, poi, è stata letta, davanti alla Porta Santa di San Pietro, il 12 aprile, nella Domenica della Divina Misericordia, istituita da San Giovanni Paolo II, il Papa che poi morì il 2 aprile 2005 proprio ai primi vespri di questa festa che viene celebrata la domenica dopo Pasqua. La scelta di Francesco sottolinea dunque la continuità di questo Giubileo straordinario con il messaggio di Suor Faustina Kowalska, caro al Papa polacco che il nuovo Pontefice ha proclamato santo il 27 aprile scorso, insieme a san Giovanni XXIII il Papa del Concilio, un altro Pontefice che ha molto praticato la Medicina della Misericordia.

La bolla ufficiale che proclama solennemente il Giubileo della Misericordia, poi, è stata letta, davanti alla Porta Santa di San Pietro, il 12 aprile, nella Domenica della Divina Misericordia, istituita da San Giovanni Paolo II, il Papa che poi morì il 2 aprile 2005 proprio ai primi vespri di questa festa che viene celebrata la domenica dopo Pasqua. La scelta di Francesco sottolinea dunque la continuità di questo Giubileo straordinario con il messaggio di Suor Faustina Kowalska, caro al Papa polacco che il nuovo Pontefice ha proclamato santo il 27 aprile scorso, insieme a san Giovanni XXIII il Papa del Concilio, un altro Pontefice che ha molto praticato la Medicina della Misericordia. L’apertura del Giubileo straordinario avverrà nella Festa dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre prossimo, per una precisa volontà di Bergoglio: ricorre quel giorno infatti il cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, che si concluse l’8 dicembre del 1965. Una scelta, ha commentato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che “acquista per questo un significato particolare spingendo la Chiesa a continuare l’opera iniziata con il Vaticano II”.

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