TwitterFacebookGoogle+

Francesco il ribelle. Contro la “colonizzazione ideologica”

È quella, dice, di chi insegna “che il sesso ognuno lo può scegliere”. E intanto i vescovi australiani documentano come avanza ovunque l’ideologia del “gender”, a scapito del matrimonio tra uomo e donna.

di Sandro Magister – 
ROMA, 8 agosto 2016 – Rompendo l’iniziale consegna del silenzio, la Santa Sede ha resa pubblica qualche giorno fa la trascrizione del colloquio a porte chiuse avvenuto tra papa Francesco e i vescovi della Polonia nel primo giorno della sua trasferta in quel paese, il 27 luglio a Cracovia:

> Incontro con i vescovi polacchi

Una ragione di questa insolita pubblicazione “ex post” è stata probabilmente la volontà di troncare le indiscrezioni che circolavano sui contenuti di quel colloquio, in particolare riguardo alla comunione ai divorziati risposati, vista la compatta contrarietà dei vescovi polacchi a qualsiasi cedimento in proposito.

In realtà, a leggere la trascrizione del lungo colloquio, non vi si trova alcun accenno alla “Amoris laetitia” e alle relative controversie.

Vi si scopre invece, verso la fine, una vibrante arringa del papa contro l’ideologia del “gender”, da lui bollata come una “vera colonizzazione ideologica” su scala mondiale.

Ecco qui di seguito le sue parole testuali:

“In Europa, in America, in America Latina, in Africa, in alcuni Paesi dell’Asia, ci sono vere colonizzazioni ideologiche. E una di queste – lo dico chiaramente con nome e cognome – è il ‘gender’! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile. Parlando con papa Benedetto, che sta bene e ha un pensiero chiaro, mi diceva: ‘Santità, questa è l’epoca del peccato contro Dio Creatore!’. È intelligente! Dio ha creato l’uomo e la donna; Dio ha creato il mondo così, così, così… e noi stiamo facendo il contrario. Dio ci ha dato uno stato ‘incolto’, perché noi lo facessimo diventare cultura; e poi, con questa cultura, facciamo cose che ci riportano allo stato ‘incolto’! Quello che ha detto papa Benedetto dobbiamo pensarlo: ‘È l’epoca del peccato contro Dio Creatore!’”.

Il circuito dei grandi media ha praticamente ignorato queste parole di Francesco, per di più arricchite da una citazione di peso del papa emerito. E non c’è da stupirsi, perché è questo che capita ogni volta che Francesco dice qualcosa che stride con la sua immagine mediatica dominante, di papa aperto alla modernità.

Intanto però quelle cose le ha dette, come già altre volte in passato. E si può presumere che non siano state bene accolte da quei settori della Chiesa che propugnano un drastico ammodernamento della dottrina cattolica in materia di “gender”, di omosessualità, di “matrimonio” tra persone dello stesso sesso.

Sono settori ecclesiali, questi, ben presenti ed attivi soprattutto nel centro Europa, con tanto di vescovi e teologi in prima fila.

Ma è anche vero che queste tendenze moderniste incontrano l’opposizione di settori molto ampi della Chiesa mondiale, per i quali invece sono musica le parole dette da papa Francesco a Cracovia contro l’ideologia del “gender”.

Un esempio tra tanti di questo fronte di resistenza è la lettera pastorale pubblicata a fine novembre del 2015 – cioè dopo la fine del sinodo sulla famiglia – dai vescovi dell’Australia, rivolta non solo ai cattolici ma a tutti i cittadini di quel paese.

In questa lettera, i vescovi australiani difendono vigorosamente la visione originaria del matrimonio tra uomo e donna dalla “confusione” ingenerata dal cosiddetto “matrimonio omosessuale”.

E non si limitano a denunciare tale insidia. La documentano elencando una serie di episodi avvenuti in vari paesi dell’Occidente che testimoniano l’aggressività della nuova ideologia, tale da far diventare il matrimonio tra uomo e donna “una verità che non si può più dire”, se non a prezzo di punizioni e di umiliazioni.

Il testo integrale della lettera pastorale dei vescovi dell’Australia:

> Don’t Mess with Marriage

La sua traduzione italiana pubblicata da “Il Regno – Documentazione”:

> Non fare confusione sul matrimonio

E qui di seguito la parte della lettera che elenca un buon numero di episodi nei quali si manifesta ciò che papa Francesco chiama “colonizzazione ideologica”.

__________

Quando il matrimonio tra uomo e donna è “una verità che non si può più dire”

Dalla lettera pastorale dei vescovi d’Australia: “Don’t Mess with Marriage”

Una ridefinizione del matrimonio fatta al fine di includere le relazioni omosessuali avrà conseguenze di vasta portata per tutti noi.

Ecco alcuni esempi tratti dalla vita reale che si sono verificati recentemente.

– La città di Coeur d’Alene, in Idaho (USA),ha ordinato ai ministri cristiani di celebrare nozze omosessuali sotto pena di 180 giorni di carcere per ogni giorno di mancata celebrazione delle nozze e di multe di 1.000 dollari al giorno; alcuni parlamentari britannici hanno minacciato di togliere la licenza di celebrare matrimoni ai sacerdoti che si rifiutano di celebrare “matrimoni omosessuali”.

– In Olanda, in Francia, in Spagna, negli Stati Uniti e in Australia, dei sacerdoti sono stati minacciati di venire perseguiti per “incitamento all’odio” perché avevano difeso la visione del matrimonio della propria tradizione religiosa; la città di Houston, in Texas, ha persino imposto a dei pastori, sotto pena di sanzioni legali, di sottoporre anticipatamente i loro sermoni a un vaglio giuridico nel caso vi venissero trattati temi legati alla sessualità.

– In Colorado e in Oregon, dei tribunali hanno multato dei pasticceri che si erano rifiutati, per motivi religiosi o di coscienza, di confezionare torte nuziali per “matrimoni omosessuali”; nel New Mexico un fotografo specializzato in servizi matrimoniali è stato multato per essersi rifiutato di fare fotografie per una cerimonia di quel tipo; e in Illinois operatori turistici sono stati citati in giudizio per non aver fornito viaggi di nozze dopo “matrimoni omosessuali”.

– La Yeshiva University di New York City è stata citata in giudizio per non aver fornito alloggio a “coppie sposate omosessuali” e altri college universitari cattolici sono stati minacciati di azioni legali analoghe.

– In Gran Bretagna e in alcuni stati degli USA, delle agenzie di adozione cattoliche sono state obbligate a chiudere per non aver assegnato in adozione bambini a coppie omosessuali: ad esempio l’Evangelical Child Family Services (Illinois, USA),è stato chiuso a causa del suo rifiuto di agire in questo modo.

– Varie organizzazioni cattoliche in alcuni stati degli USA sono state costrette a estendere i vantaggi legati allo stato matrimoniale ai loro dipendenti con partner omosessuali.

– In New Jersey un’agenzia di incontri online è stata citata in giudizio per non aver fornito il proprio servizio a coppie omosessuali, e nella contea di San Diego un medico è stato perseguito dopo che si era rifiutato di partecipare in prima persona alla riproduzione di un bambino senza padre mediante inseminazione artificiale.

– A dei genitori in Canada e in vari paesi europei è stato richiesto di lasciare i propri figli in classe durante lezioni di educazione sessuale che insegnano la bontà dell’attività omosessuale e la sua eguaglianza con l’attività coniugale eterosessuale; ad esempio, David e Tanya Parker si sono opposti al fatto che al proprio figlio – che frequenta la scuola materna – venissero dati insegnamenti sul matrimonio omosessuale, dopo che questo era stato legalizzato dalla Corte suprema del Massachusetts, il che ha fatto sì che David sia stato ammanettato e arrestato per aver tentato di far uscire suo figlio dalla classe durante questa lezione. Ai genitori fu detto che non avevano alcun diritto di farlo.

– In Inghilterra l’Ordine degli avvocati ha revocato a un gruppo chiamato “Christian Concern” il permesso di usare i locali dell’Ordine perché il gruppo sosteneva il matrimonio tradizionale, e questo – ha affermato l’Ordine degli avvocati – era contrario alla sua “politica della diversità”.

– Negli Stati Uniti, in Canada e in Danimarca singoli pastori o organizzazioni religiose sono stati costretti ad autorizzare la celebrazione di matrimoni omosessuali nelle loro chiese o nelle loro sale: l’Ocean Grove Methodist Camp, nel New Jersey (USA),si è visto annullare parte del suo status di esenzione fiscale perché non consente la celebrazione civile di unioni omosessuali all’interno dei suoi terreni.

– Parlamentari britannici hanno minacciato di vietare alle Chiese di celebrare matrimoni se non acconsentono a celebrare anche nozze omosessuali.

– Il rabbino capo di Amsterdam e un vescovo in Spagna sono stati minacciati di azioni legali per “incitamento all’odio” solo per aver semplicemente riaffermato la posizione delle proprie tradizioni religiose.

– Il vicedirettore incaricato del servizio psichiatrico dello stato di Victoria, in Australia, ha ricevuto pressioni a dimettersi dal suo posto nelle Commissioni regionali sui diritti umani e sulle pari opportunità dopo essersi unito a 150 medici che avevano affermato in un’inchiesta del Senato che i bambini stanno meglio con una mamma e un papà; in vari stati degli USA e in Inghilterra degli psicologi hanno anche perso il loro ruolo lavorativo per avere affermato di preferire il matrimonio tradizionale o le famiglie fondate su di esso.

– L’avere legittimato i “matrimoni omosessuali” in Brasile ha aperto la strada alla legittimazione giuridica dei matrimoni poligamici, e la pressione per la loro legalizzazione è forte in Canada e in altre parti del mondo.

– Imprenditori, atleti, giornalisti, insegnanti, medici e infermieri, leader religiosi e altre persone che in diversi paesi hanno parlato a sostegno del matrimonio tradizionale sono stati denigrati e diffamati nei media, si sono visti negare il lavoro o contratti d’affari, e sono stati minacciati di azioni legali.

Pertanto una visione del matrimonio – come unione di un uomo e una donna – che in precedenza era comune ai credenti come ai non credenti, trasversalmente a tutta una varietà di culture e di epoche, sta diventando sempre più una verità che non può essere detta. Una ridefinizione del matrimonio ha conseguenze per tutti.

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351353

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.