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Francesco “sfratta” i francescani

Francesco “sfratta” i francescaniImperia – I fratelli dicono che lui, il Santo Padre, «ha agito così perché lo hanno male informato». E tuttavia è stato Jorge Maria Bergoglio, il papa della tenerezza, a consentire – se non proprio intimare – uno sfratto umiliante e clamoroso.

Ieri i francescani dell’Immacolata, saio turchino, hanno dovuto abbandonare le comunità di Porto Maurizio e San Bartolomeo al mare. Entro novembre dovranno sloggiare quelli di Albenga. Il seminario marchigiano di Sasso Ferrato è già stato chiuso e il suo rettore, Settimio Manelli, spedito a fare il parroco a Portovenere.

Francesco, anche il nome scelto dal Pontefice stride con la spietatezza mostrata nei confronti dei frati devoti al Santo di Assisi, aveva deciso di commissariare l’Ordine già l’estate scorsa. Motivo, divagazioni liturgiche e dottrinali denunciate da alcuni fratelli. «Calunnie», si sono sempre difesi gli accusati. E tuttavia, dopo quella che si chiama visita apostolica ed è a tutti gli effetti un’ispezione disciplinare, la Congregazione dei religiosi avrebbe accertato una «deviazione carismatica» dell’Ordine. Traducendo, una deriva verso i movimenti ultracattolici e in particolare lefebvriani.

Da qui la presunta «carta bianca» data dal Papa allaCongregazione dei religiosi, il ministero della Santa Sede che sovrintende ai vari Ordini. Il suo presidente, il brasiliano Joao Braz de Aviz (grande elettore di Bergoglio) ha nominato subito un commissario, Fidenzio Volpi. Il commissario ha fatto scattare le epurazioni, allontanando i priori dalle varie Case francescane e chiudendo il seminario, dove studiavano settanta giovani. «Un delitto», si dispera un anonimo epurato, «hanno tagliato le gambe a noi ma anche al futuro della Chiesa. Con la crisi di vocazioni che c’è… ».

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