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Francia: chi è il favorito a due mesi dall'elezione del presidente

Emmanuel Macron resta il favorito, Marine Le Pen rosicchia consensi, Francois Fillon rimane inchiodato ad un 20% che non lo porterebbe al ballotaggio. E la sinistra divisa appare sempre di più fuori dai giochi. Tra due mesi, il 23 aprile, è il primo turno delle elezioni presidenziali e i francesi andranno alle urne per decidere il successore di Francois Hollande all’Eliseo.

“I giochi sono ancora aperti”

Sabato inizia la procedura formale di avvio delle elezioni, con il deposito delle firme dei 500 grandi elettori necessarie per convalidare le diverse candidature. I giochi sono aperti, scrive Le Monde, secondo cui ci sono almeno cinque candidati che “possono contare su più del 10% delle intenzioni di voto”. Al momento però, secondo i sondaggi, il favorito resta Macron.

L’endorsement pubblico che Francois Bayrou ha concesso ieri all’ex ministro dell’Economia, portandogli in dote un buon 5% di voti stimati, rafforza il candidato centrista, considerato l’ultimo argine alla crescita dell’ondata di estrema destra della leader del Front National.

J’ai décidé de proposer à Emmanuel #Macron une alliance pour offrir à la France une vraie alternance. #Présidentielle2017 #ConfBayrou

— François Bayrou (@bayrou) 22 febbraio 2017

Le intenzioni di voto continuano a fotografare una situazione favorevole a Macron al secondo turno: secondo gli istituti demoscopici, la Le Pen arriverebbe in testa al primo turno, mentre il 39enne ex ministro di Hollande vincerebbe agilmente al ballottaggio.

Né di destra, né di sinistra: il rischio delle posizioni ambigue 

Ma su Macron inizia ad addensarsi qualche nuvola. Il Finacial Times dedica un ritratto al candidato centrista, sottolineando l’ambiguità delle sue posizioni su molti temi dell’agenda pubblica. “Macron è intrappolato nella logica di non essere né di destra né di sinistra, ma presto dovrà realizzare che non può accontentare tutti”, scrive il quotidiano della City. 

Le Front national est aux portes du pouvoir et joue sur les peurs. Les temps politiques ont changé.

— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) 23 febbraio 2017

Una base elettorale volatile e un programma poco strutturato, rendono molto liquida l’intenzione di voto dell’elettore francese e piuttosto fragile la sua propensione a fidarsi di Macron, dice alla France Press l’analista Francois Miquet-Marty, dell’istituto Viavoice. Meno di un elettore su sei considera definitiva la sua scelta, aggiunge il sondaggista: “più passa il tempo e più Macron dovrà chiarire la sua posizione sui punti del programma. E più scenderà nel dettaglio più rischia di alimentare delusioni”.

Una base elettorale trasversale

Di certo la figura di Macron è del tutto trasversale da un punto di vista delle intenzioni di voto: secondo un sondaggio Ifop, voteranno per l’ex ministro dell’Economia un terzo di coloro che hanno votato per Hollande alle ultime elezioni presidenziali, il 30% degli elettori di Bayrou e il 17% di chi ha votato per Nicolas Sarkozy. A questi, secondo il sondaggio, si aggiungerebbe un buon 28% di indecisi e il 14% di persone che hanno votato per Jean Luc Melenchon, candidato della sinistra radicale. Né il vincitore delle primarie socialiste, Benoit Hamon, né lo stesso Melenchon, secondo i sondaggi, arriveranno al secondo turno.

Le inchieste pesano più su Fillon che su Le Pen

Quanto alle inchieste giudiziarie che riguardano Fillon e la Le Pen, avranno un peso sul voto dei francesi soprattutto per quel che riguarda il candidato della destra repubblicana. L’elettorato che appoggia la leader del Front National, invece, non sembra dare particolare importanza all’indagine sui fondi del Parlamento europeo con cui la Le Pen avrebbe pagato fittizi assistenti parlamentari.

La campagna elettorale è ancora lunga, molto si deciderà sulla dirittura d’arrivo. Di certo, secondo il quotidiano economico Les Echoes, il sentimento di un “rischio Le Pen” suscita un nervosismo “palpabile” anche sul piano finanziario. Tanto che l’annuncio dell’accordo tra Bayrou e Macron, che rafforza la posizione di quest’ultimo, ha avuto un impatto immediato sull’andamento dell’euro e la moneta unica ha guadagnato diversi punti. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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