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Francia: Hollande verso voto, tagli fiscali a famiglie e imprese

(AGI) – Roma, 9 set. – A otto mesi dalle presidenziali il governo francese, che deve fronteggiare un forte malcontento sociale, prepara la ‘svolta fiscale’ annunciando un vasto piano di tagli alle tasse di cui beneficeranno cinque milioni di famiglie della classe media.
Il piatto forte della prossima legge di bilancio che l’esecutivo francese sta delineando sara’ la riduzione per circa un miliardo di euro delle imposte sul reddito nel 2017 di cui beneficeranno le classi medie. Un sondaggio condotto dall’istituto Elabe per Les Echos rivela che due francesi su tre lamentano un aumento delle imposte dal 2012 a oggi. Il 64% dei francesi ritiene che le tasse sono aumentate dopo l’elezione di Francois Hollande e ben l’85% chiede un taglio delle imposte sul reddito per la classe media.
In un’intervista esclusiva all’Afp, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Michel Sapin, ha annunciato la riduzione dell’imposta sul reddito del 20% a beneficio delle classi medie che portera’ circa 200 euro nelle tasche delle famiglie coinvolte. Una misura che entrera’ in vigore dall’anno prossimo e che si inserisce nel percorso di ‘austerita’ ammorbidita’, cosi’ come e’ stata definita da alcuni osservatori, avviato gia’ dal 2014 che ha visto in questi anni i cugini d’Oltralpe muoversi in direzione contraria rispetto al resto dell’Eurozona. In totale, ha spiegato il ministro, i tagli fiscali sul reddito varati dal governo dal 2014 raggiungeranno i sei miliardi di euro.
Per i pensionati, con il solo reddito da pensione, verra’ introdotto un credito d’imposta per i servizi alla persona e l’impiego di dipendenti a domicilio. Una misura che si rivolge a una platea di 1,3 milioni di beneficiari.
Sapin, fedelissimo di Hollande, che da qualche giorno ha ottenuto anche il portafoglio all’Economia, dopo le dimissioni di Emmanuel Macron, ha anche annunciato che l’aliquota d’imposta sulle societa’ sara’ ridotta dal 33% al 28% – tasso medio in Europa – per le piccole e medie imprese nel 2017 e 2018 e poi per tutte entro nel 2020. Il credito d’imposta per la competitivita’ e l’occupazione sara’ invece aumentato dal 6 al 7% per gli stipendi fino a 2,5 volte il salario minimo.
Si tratta di misure, ha assicurato il ministro, che non impediranno alla Francia di mantenere gli impegni con la Ue per una riduzione del deficit pubblico al 2,7% del Pil nel 2017. “Abbiamo assunto questo impegno davanti al Parlamento e alle autorita’ europee e lo manterremo”, ha assicurato Sapin. (AGI)
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