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Francia, Kermiche seguito da psicologi da quando aveva 6 anni

Parigi – Adel Kermiche, il diciannovenne nativo di Rouen che ieri ha assaltato insieme a un complice la chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray in Normandia, soffriva di disturbi psichici fin dall’infanzia, tanto da essere stato costantemente seguito da psicologi fin dall’eta’ di 6 anni: lo riferisce il quotidiano ‘Le Monde’ sulla base del profilo del giovane, tracciato a suo tempo da esperti su incarico della magistratura. A 12 anni fu espulso da scuola per “disturbi comportamentali”: nella sua scheda fu riportato che si trattava di un “soggetto iper-attivo”.

Durante l’adolescenza Adel ha continuato a essere periodicamente ricoverato in ospedale per problemi mentali, e in un’occasione fu internato per quindici giorni in un reparto psichiatrico. Stando a quanto riferito da conoscenti del suo quartiere a un altro giornale, ‘Le Parisien’, era considerato un po’ da tutti una vera e propria “bomba a orologeria”, imprevedibile e a tratti intrattabile. Assorbi’ a tal punto i dettami analitici da aver immaginato di poterne fare in futuro la propria stessa professione, anche se pare gia’ avesse diverse opportunita’ di lavoro come animatore. Arrestato dopo il secondo tentativo fallito di unirsi alle file dello Stato Islamico in Siria, e condannato per associazione a delinquere di stampo terroristico, mal sopportava la detenzione, da un certo momento in poi arrivando a coltivare “idee suicide”. Lo ammise con il giudice di sorveglianza che lo incontrava regolarmente, e si disse anche pentito dei propri errori. “Ho voglia di riprendermi la mia vita, di rivedere i miei amici, di sposarmi”, dichiaro’.

La miscela di traumi pregressi, presa di coscienza, desiderio di riscatto, oltre alla garanzia rappresentata dall’aiuto familiare, convinsero il magistrato a concedere al presunto ex aspirante jihadista una possibilita’ di riscatto: ecco perche’ dall oscorso marzo la carcerazione fu sostituita dalla liberta’ vigilata, seppure con l’obbligo d’indossare un bracciale elettronico per la localizzazione. Quello di cui verosimilmente non si tenne debito conto fu l’influsso negativo delle conoscenze fatte in prigione: Adel condivideva la cella con un saudita, e soprattutto incontro’ un connazionale che per diciotto mesi aveva combattuto con le milizie dell’Isis. Se ne lascio’ condizionare, e la svolta in direzione del fanatismo coincise con la strage nella redazione parigina del settimanale satirico ‘Charlie Hebdo’, nel gennaio 2015. Anche se l’interessato sosteneva di essere “un musulmano che si basa sui valori della misericordia e della benevolenza”, e “non un estremista”: fino a sostenere di recitare le preghiere solo due volte il giorno, invece delle canoniche cinque, saltando in particolare quella del primo mattino “perche’ non mi sono ancora svegliato”. La Procura Nazionale Anti-Terrorismo impugno’ la concessione del beneficio, giudicando “poco convincenti” le argomentazioni addotte a motivazione: ma senza alcun successo. Il resto e’ cronaca recentissima, e sanguinosa. (AGI) 

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